30 Novembre Nov 2015 1835 30 novembre 2015

Dalla parte delle donne in Sri Lanka

Le attività della onlus @uxilia per favorire l'imprenditoria femminile e per reinserire i bambini soldato, nelle parole del suo presidente Massimiliano Fanni Canelles.

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Lo Sri Lanka è un Paese che solo recentemente ha trovato il proprio equilibrio sociale e come tale presenta ancora alcune difficoltà dovute agli anni di forte instabilità politica e allo tsunami che colpì il paese nel 2004. A sostegno della popolazione, soprattutto delle donne tamil e degli ex bambini soldato, la onlus @uxilia promuove un programma di interventi a favore della pace e dello sviluppo, impegnandosi attivamente in una serie di iniziative mirate all’empowerment femminile. Attraverso i progetti di micro imprenditoria rosa, avviati in Sri Lanka nel distretto di Batticaloa, e ai corsi di formazione professionale all’interno del Centro polivalente di educazione e orientamento, l’organizzazione ha fornito una soluzione concreta per combattere le condizioni di emarginazione sociale e di povertà. «Sono convinto che la criticità della situazione attuale del Paese sia dovuta alla mancanza di una corretta educazione che porta i bambini a trovarsi nella condizione di poter essere facilmente manipolati e indotto all’odio», spiega a LetteraDonna Massimiliano Fanni Canelles, presidente dell'associazione. Facendo tesoro del lavoro con la Croce Rossa e con Medici Senza Frontiere ha deciso di strutturare la Onlus in modo da consentirle di intervenire non solo con progetti di emergenza e assistenza sanitaria ma anche di denuncia, educazione e formazione professionale.

D: Come nascono i vostri interventi?
R: I progetti sono ideati dalla direzione nazionale sulla base della nostra capacità di interazione con il personale e con le associazioni sul territorio e sulle caratteristiche del personale scelto per l’affinità con il progetto.
D: Ci può fare un esempio di successo?
R: In Siria @uxilia ha aperto un progetto di microcredito con il quale sostiene la produzione delle sciarpe, permettendo quindi alle donne di generare reddito, di avere un ruolo importante all’interno della famiglia e del territorio. La formazione professionale, le possibilità lavorative permettono alle donne di conquistare una posizione all’interno del nucleo famigliare.
D: @uxilia è impegnata anche contro il fenomeno dei bambini soldato e degli effetti della guerra civile.
R: La nostra Onlus è intervenuta nello Sri Lanka nel 2004, all'indomani dello tsunami, entrando a stretto contatto con il dramma dei bimbi soldato. Siamo stati gli unici a lavorare sul territorio governato dalle Tigri Tamil, il partito rivoluzionario del nord. Insieme alle istituzioni abbiamo steso protocolli di lavoro mirati alla riduzione dell’intervento militare dei minori. @uxilia si è fatta carico dell’educazione dei bambini soldato ritardando così il reclutamento. Quando la guerra è finita il nostro intervento si è concentrato sul futuro di questi bambini devastati dalla violenza alla quale, sin dagli undici anni di età, erano educati.
D: Quali sono le emergenze alle quali oggi gli operatori di @uxilia devono far fronte?
R: Il Vocational Training Centre nasce dopo la fine della guerra con una serie di progetti per i bambini soldati e per le loro famiglie. Molti bambini avevano traumi psichici e fisici dovuti alla guerra, nei casi più gravi @uxilia li ha portati in Italia per sottoporli a interventi specialistici per poi riportarli nel loro Paese. Il Centro punta a dare una formazione professionale a tutti quei ragazzi la cui vita e le cui capacità erano unicamente rivolte alla guerra, dando loro altre prospettive: quelle di ottenere un lavoro e vivere con quello.
D: @uxilia pubblica numerosi libri per presentare le sue attività.
R: Per finanziarsi @uxilia non ha voluto togliere fondi ai progetti ma costruire una fondazione su un capitale artistico. In questo senso, la nostra dirigente artistica è riuscita a farci donare da vari artisti nazionali alcune opere molto importanti che sono andati a costituire il capitale artistico che ha permesso la nascita della Fondazione @uxilia.
D: Ci racconti una delle esperienze che l'ha particolarmente colpita durante i suoi viaggi.
R: Nel Nord del Paese era arrivata una bambina di 12 anni incinta in fuga dal suo villaggio indù dove la volevano costringere ad abortire o a uccidere il bambino alla nascita perché violentata dal nemico buddista durante la guerra. Mi sono occupato io del parto e la ragazzina, per ringraziare l’Italia, ha chiamato la figlia Monna Lisa, il nome che secondo il giornalaio locale doveva essere quello della regina italiana.
D: Quali saranno i prossimi progetti per i quali scenderà sul campo con @uxilia?
R: Con la storia di Monna Lisa nasce il Centro crisi per lo sviluppo dei progetti pedagogici e il Vocational Training Centre per la formazione. In particolare, il Centro si occupa di donne che hanno subìto violenze, soprattutto quelle non sposate, donne che in Sri Lanka hanno bisogno di aiuto per tenere il proprio bambino dal quale altrimenti sarebbero separate. Su questa attività nasce il progetto di @uxilia di adozione della coppia madre bambino all’interno dei Centri crisi.

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