26 Novembre Nov 2015 1831 26 novembre 2015

Terrorismo, espulsa dall'Italia ma accolta in Austria

Diana Medan, romena di 36 anni, ad agosto è stata colpita dal decreto del Viminale perchè ritenuta pericolosa. A Innsbruck ottiene addirittura un alloggio sociale. Ora chiede di tornare a Bolzano.

  • ...
terrorismo

Come sta affrontando l'emergenza terrorismo il nostro Paese? Si può essere considerata una possibile jihadista a Roma, mentre una cittadina qualsiasi a Bucarest e Vienna? È la storia assurda di Diana Ramona Medan, la 36enne rumena residente a Bolzano colpita da un decreto di espulsione ad agosto. Come racconta Il Fatto Quotidiano, la donna ha impugnato il decreto d’espulsione del ministro Angelino Alfano davanti al Tar e punta a tornare a in Italia per ricongiungersi con il marito e le due figlie. Nel frattempo si è trasferita a Innsbruck. Da donna libera perché né la Romania né tantomeno l’Austria hanno ritenuto che la sua presenza sia un pericolo per la sicurezza nazionale.

COVERTITA ALL'ISLAM NEL 2005
La 36enne si è convertita all’Islam attorno al 2005 dopo essersi sposata con un cittadino tunisino. Insieme si sono trasferiti a vivere a Collabo, vicino a Bolzano, dove la donna ha aperto una ditta di pulizie e avuto due figlie. Sui social network diventa molto attiva, dove con lo pseudonimo di Diana Kauther inizia a pubblicare post sempre più radicali. Nel 2011 sottoscrive una petizione pubblica per bloccare le proposte di legge che vietano niqab e burqa, i veli integrali femminili. E le autorità italiane mettono sotto osservazione l’attività telematica della donna. A portare alla sua espulsione come potenziale terrorista sono state proprio la navigazione sui siti del fondamentalismo islamico e la propaganda su Facebook. Uno degli ultimi post non lasciava molto all'immaginazione: «Voglio combattere a fianco ai mujaheddin, sono pronta al martirio», scriveva.

IL RICORSO PER TORNARE A BOLZANO
Per il Viminale la donna è pericolosa, così il 20 agosto 2015 al porto di Genova scatta il blitz. «È stato possibile accertare il suo impegno nella propaganda jihadista e il suo desiderio di combattere al fianco dei mujaheddin», sono le parole del ministro Alfano. Ma in Romania la donna viene subito messa in libertà. E decide di trasferirsi a Innsbruck, in Austria. Le autorità di Vienna, come quelle rumene, non trovano niente di allarmante sul suo caso: non solo non viene espulsa, ma ottiene anche un alloggio sociale viste le ristrettezze economiche in cui vive. Ora ha presentato ricorso per tornare dalle figlie a Bolzano. E la nuova battaglia legale avrà inizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso