17 Novembre Nov 2015 1706 17 novembre 2015

«Forza ragazze, al lavoro!»

Questo il titolo di un articolo di Valeria Solesin, la 28enne veneta uccisa nell'attentato al Bataclan. Dalle sue parole emerge il sogno di una società più equa nei confronti delle donne e più attenta al lavoro e alla maternità.

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>>>/ 'VALERIA E' MORTA, ERA MERAVIGLIOSA', LE LACRIME DELLA MAMMA

All'inizio, poche ore dopo il massacro del Bataclan, il suo cadavere non si trovava. In molti hanno sperato a lungo che Valeria Solesin, 28enne veneta, si fosse salvata. Ma, alla fine, la conferma è arrivata: Valeria era morta. Ricercatrice di sociologia presso l'università Sorbona, Valeria viveva a Parigi dal 2011 e si dedicava soprattutto ai temi della famiglia e dei bambini. Nella sua analisi delle frammentarie realtà cittadine italiane e francesi era meticolosa e per poterle descriverle in ogni loro piega non esitava a entrare in contatto anche con i clochard della capitale francese. La sua attenzione alle realtà meno fortunate è testimoniata anche dalla sua esperienza come volontaria di Emergency. Nelle ore successive all'attentato in cui ha perso la vita, inoltre, è riemerso dal web un articolo scritto proprio da Valeria per il sito neodemos.info che ci testimonia il suo impegno per le politiche lavorative a sostegno delle donne. Eloquente il titolo: Allez les filles, au travail! (Forza ragazze, al lavoro!).

ITALIA TROPPO TRADIZIONALISTA
Dall'articolo di Valeria, emerge il sogno di coniugare lavoro e maternità, portando come esempio la realtà dei paesi nordeuropei. Inclusa la Francia, che prendeva come metro di paragone per analizzare la situazione italiana. Mentre in Francia gli alti tassi di occupazione femminile si accompagnano ad alti tassi di fecondità, in Italia, al contrario, entrambi i dati statistici tendono verso il basso. Dati che, probabilmente, tradiscono, almeno per quanto riguarda l'Italia, «una visione tradizionale dei ruoli assegnati all’uomo e alla donna».

IL SOGNO DI UNA SOCIETÀ EQUA
Nei dati citati da Valeria, infatti, gli italiani sembrano poco inclini a riconoscere a una madre lavoratrice la possibilità di crescere un figlio allo stesso modo di una madre non lavoratrice. «In Italia esiste dunque un’opinione negativa rispetto al lavoro femminile in presenza di figli in età prescolare. In Francia, invece, il lavoro femminile è incoraggiato in tutte le fasi del ciclo di vita, anche in presenza di figli piccoli». Ma anche in Francia, con l'aumentare del numero dei figli, per le donne diminuiscono le possibilità lavorative. Valeria, nel suo piccolo e col suo grande impegno, sognava di poter cambiare, un po' alla volta, lo stato delle cose, sognando una società più giusta, più equa, più libera. Non avrebbe mai potuto pensare che i suoi sogni sarebbero stati cancellati, d'un colpo, durante una sera come tante trascorsa in compagnia di tanti giovani come lei.

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