17 Novembre Nov 2015 1653 17 novembre 2015

Cosa c'entrano i gay con l'Isis?

A poche ore dagli attentati a Parigi, su Facebook compare una vignetta di Krancic in cui i terroristi vengono accolti a braccia aperte dalla comunità omosessuale. Immediata l'ondata di risposte.

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vignetta

Erano passate poche ore dai terribili attacchi dell'Isis a Parigi quando sulla pagina Facebook Generazione Famiglia - Le Manif Pour Tous Terni, lo scorso sabato 14 novembre, è stata pubblicata questa vignetta. La firma è di Alfio Krancic, noto disegnatore italiano, già collaboratore per varie testate nazionali tra le quali Il secolo d'ItaliaL'indipendente o Il giornale. Come prevedibile in situazioni simili, la reazione principale è stata lo sdegno. Poco dopo la pubblicazione dell'immagine sono arrivati i commenti del tipo: «Vergognatevi», «Fate schifo», «Sciacalli», «Fascisti» o «Terroristi».

FACEBOOK IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI GENERE
«Ma chi le pensa queste scemità?», scrive Martina. «Meglio vivere in un Paese che accetta l'Amore in tutte le sue forme piuttosto che in uno popolato da chi crede che la violenza sia l'unica arma a disposizione», aggiunge. «Meglio stare zitti e apparire scemi che aprire bocca e togliere ogni dubbio», sottoscrive Eduardo, mentre Paolo rincara la dose: «Estremisti bigotti loro ed estremisti bigotti voi». Esprimendo considerazioni prevalentemente culturali, c'è chi focalizza l'attenzione sulla gravità dell'intolleranza collettiva («Il nemico è in casa: è la vostra ignoranza»), ma non manca chi preferisce partecipare alle polemiche con un tono più ironico: «Vi do un bel 10 per la capacità e il coraggio che ogni giorno dimostrate nel partorire queste minchiate».

LA FERMEZZA DI GABARDINI
La risposta più determinata porta però la firma di Carlo Gabardini che in un articolo sul sito di Vanity Fair ha scritto: «Dopo i fatti di Parigi son stato zitto, sbigottito [...] Poi ho visto questa vignetta, che non penso sia la risposta più grave, però è così precisamente strumentale, falsa e schifosamente violenta, che la necessità di arginarla è più importante del mio bisogno di silenzio». Gabardini riflette sulle possibili interpretazioni del messaggio lanciato dal disegno. «Che cosa state cercando di dirci [...] ? Che è l'Occidente che sta spalancando le porte all'Isis? Che la colpa è degli omosessuali? Che l'Isis ci attacca perché non siamo più uomini veri?». Il giornalista punta quindi il dito contro chi parla di 'nemico interno' paragonandolo all'intera comunità omosessuale. Il volere la donna sottomessa all'uomo e il considerare l'essere gay o trans come un'aberrazione sono il fulcro del discorso. In questo, scrive Gabardini, «siete identici all'Isis, solo che, per fortuna, non avete ancora imbracciato le armi vere, anche se fate danni immensi con ciò che si dice ferisca più della spada».

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