13 Novembre Nov 2015 1144 13 novembre 2015

Saguto nel mirino dell'Amn

Avviato un procedimento disciplinare contro il magistrato indagata per corruzione, intercettata dopo la commemorazione della strage di Via D'amelio offendeva i figli del giudice Paolo: «Uno squilibrato e una cretina».

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Manfredi Borsellino è uno squilibrato, lo è sempre stato, lo era pure quando era piccolo». «Lucia Borsellino è cretina precisa». A pronunciare queste parole - rivolte ai figli di Paolo Borsellino - è Silvana Saguto, giudice indagata per corruzione, induzione e abuso d'ufficio nell'inchiesta di Caltanissetta sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia in alcune intercettazioni pubblicate dal quotidiano La Repubblica. Il 12 novembre il Collegio dei probiviri dell'Anm ha deliberato all'unanimità l'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti della giudice e degli altri magistrati indagati nell'ambito dell'inchiesta di Caltanissetta. La decisione del collegio è stata presa sulla base dell'ordinanza con cui il 30 ottobre la Sezione disciplinare del Csm ha sospeso Saguto dalle funzioni e dallo stipendio. Su questa stessa base si è deciso di avviare il procedimento disciplinare nei confronti degli altri magistrati (che come Saguto sono tutti iscritti all'Anm) i cui nomi compaiono nello stesso provvedimento di Palazzo dei marescialli.
LE PAROLE CONTRO MANFREDI BORSELLINO
Le parole choc del magistrato risalgono al 19 luglio 2015, giorno dell'anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo in cui furono uccisi il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della polizia di Stato, dopo la manifestazione le vele della legalità di cui è stata madrina. Al telefono con un'amica, riferendosi alle parole dette da Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Saguto disse: «Poi Manfredi Borsellino che si commuove, ma perché mi...a ti commuovi a 43 anni per un padre che è morto 23 anni fa? Che figura fai?. Ma che... dov'è uno.. le palle ci vogliono. Parlava di sua sorella e si commuoveva, ma vaff....o».

TUTTI I GUAI DEL MAGISTRATO
«Sono brandelli di conversazioni, estrapolate da contesti più ampi. Non corrispondono al mio pensiero e al mio giudizio sulla famiglia Borsellino. Perché dovrei chiedere scusa? Non ricordo di aver detto quelle cose. E poi quel giorno avevo passato una mattinata al sole, ero stanchissima». Saguto ha tentato così, goffamente, di giustificare le sue intercettazioni choc in un'intervista a Repubblica.
Ma la signora dell'Antimafia - si fa per dire - ha ben poco da stare tranquilla, insulti a parte. Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione, colei che gestisce i beni confiscati alla mafia per conto del tribunale di Palermo, ha lasciato l'incarico in settembre dopo l'inchiesta che la vede indagata per corruzione, induzione e abuso.

REGALI E RICHIESTE DI ASSUNZIONI
Quello in cui è immersa è un sistema clientelare, fatto di richieste di assunzioni nelle attività sequestrate ai boss, pressioni sugli amministratori giudiziari, richieste di favori per sé, per i propri familiari e per personaggi di peso come il prefetto di Palermo, regali, una gestione del patrimonio sottratto alle cosche come fosse una cosa personale e tanti, tanti soldi. Il sistema Saguto, quel «circuito da far girare», si legge nelle intercettazioni, era complesso e coinvolgeva decine di persone: professionisti, dipendenti del palazzo di giustizia, magistrati.

Manfredi e Lucia Borsellino.

HA COMPRATO UNA LAUREA AL FIGLIO
Poi ci sono i favori ai familiari. Quello che emerge dalle intercettazioni è un vero e proprio sistema con al centro il magistrato che raccomandava persone da assumere agli amministratori giudiziari, tentava di far avere incarichi di consulenza al marito e chiedeva tesi per il figlio. Il figlio del giudice sapeva che la sua laurea era una farsa, riporta il quotidiano La Stampa, «e non è giusto, perché gli altri sgobbano per prenderla e lui invece non ha faticato», diceva il 14 luglio al telefono la madre Silvana. Perché suo figlio Emanuele non sapeva nemmeno il titolo del proprio elaborato ed ebbe difficoltà a riferirlo al professore che, secondo la procura di Caltanissetta, gli aveva scritto tutto.
Favori a destra e sinistra, quelli che chiedeva Saguto: la tesi per il figlio, il lavoro per la nuora e l'altro figlio: la signora aveva i conti in rosso e necessità di denaro. Le è bastato questo per voltare le spalle all'Antimafia.

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