11 Novembre Nov 2015 1936 11 novembre 2015

Interviste da migliaia di euro alla moglie di Bossetti

Dalle intercettazioni è emerso che riviste e programmi tivù avrebbero pagato cifre corpose a Marita Comi. Che si lamentava della tassazione. Il fratello: «Se eri Berlusconi non lo facevi. Prendi i soldi e basta».

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Alcuni programmi televisivi e alcune riviste avrebbero pagato, anche cifre corpose, per intervistare Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello in carcere con l'accusa di aver ucciso Yara Gambirasio. È emerso dalle intercettazioni agli atti del processo, riportate da L'Eco di Bergamo. Una delle prime intercettazioni in merito è del 13 dicembre 2014. Bossetti si trovava a colloquio con la moglie in carcere. I coniugi accennano alle loro difficoltà economiche, dovute all'arresto e alle ingenti spese legali. Dal dialogo poi emerge chiaramente che Marita ha accettato di farsi intervistare dietro compenso e si lamenta della tassazione elevata sul lordo. «Sai quanto mi hanno dato? Diciassette, dei 25 che erano, ottomila euro tutto di tasse... trattenute», sottolinea. «Questa qua di Matrix (venne intervistata in esclusiva il 9 ottobre 2014, ndr) me li hanno già tirati giù e mi hanno dato 17 mila e sei, quello di Gente me ne hanno dati venti, erano venticinque, me ne hanno dati venti e dovrò pagare io due mila e qualcosa quando faccio la dichiarazione, capito!».

IL TORMENTO DELLA DONNA
Ma dalle carte emerge un atteggiamento tutt'altro che venale da parte della donna, che sembra accettare di farsi intervistare in tivù perché pressata da più parti e per far fronte ai problemi economici, comunque con un certo tormento interiore. Nadia, cognata di Marita, al telefono con Agostino Comi, marito della donna, ha spiegato in una conversazione del 23 settembre 2014 che Marita non vuole farsi intervistare «perché non se la sente». Agostino spiega che, però, altrimenti non avrebbero potuto coprire le spese legali: «Questa qua è un'occasione, prendi i soldi e basta». Marita si dispera: «Dipende tutto da me?». E il fratello risponde: «Se eri Berlusconi non la facevi, ma dato che non siamo Berlusconi come famiglia, sarà il caso di tirar su in tutte le maniere possibili. A loro gli interessa che parli per dieci minuti. E le domande sono tutte concordate prima, più di così».

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