6 Novembre Nov 2015 1719 06 novembre 2015

«Nozze gay, l'Italia dopo il Bangladesh»

Intervista ad Andrea Pinna, vincitore della quarta edizione di Pechino Express. Ecco che cosa pensa di reality, moda e politica, mentre si prepara a scrivere un nuovo libro e lancia una linea di pigiami.

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Andrea Pinna, la metà più chiacchierina degli Antipodi (la coppia vincitrice della quarta edizione di Pechino Express), è un tipo frizzante. Non ce ne siamo accorti solo leggendo il suo blog, ma anche incontrandolo di persona, in occasione della presentazione milanese di LePerlediPinna per Yamamay, la capsule collection di pigiami che ha realizzato per il noto brand di intimo. Ecco cosa ha rivelato a Letteradonna.it su reality, moda, politica. E non solo.

DOMANDA: Credeva nella vittoria a Pechino Express?
RISPOSTA: Devo ammettere che non lo immaginavo, anche perché non sapevo che all'ultima puntata il taxista avesse fatto la differenza permettendoci di avere la meglio.
D: Come mai ha deciso di partecipare con il personal trainer Roberto Bertolini?
R: Ho scelto lui come compagno perché se avessi portato uno come me avrei perso già alla prima puntata. Ho preso la prima persona più lontana dalla mia fisicità.
D: Il momento più duro e il più divertente?
R: Il più divertente quello in cui mi sono travestito e ho recitato, mentre il più difficile la scalinata dell'ottava puntata dopo la quale ho avuto la tosse per otto giorni.

D: Ha realizzato una capsule collection di pigiami per Yamamay: è un pantofolaio?
R: Ovviamente sì! Io lavoro da casa, quindi indosso il pigiama fino alle quattro del pomeriggio. Adoro i pigiami e da un po' avevo questa idea, che sono riuscito a realizzare grazie a Yamamay: io ci ho messo le frasi, il grafico con cui lavoro i disegni. E pensare che, grazie a questo brand, finiranno anche all'estero con la versione in inglese mi dà un enorme piacere.
D: Chi comprerà i capi della sua collezione, oltre ai suoi fan?
R: Probabilmente le donne, che li acquisteranno magari anche per i loro uomini.
D: Che rapporto ha con la moda?
R: Finora avevo un rapporto passivo, ora è un po' diverso, ma non mi considero uno stilista perché non so disegnare nemmeno un omino.
D: LePerlediPinna le hanno mai dato dei problemi?
R: A dire la verità no, ma semplicemente perché la gente ormai mi conosce e sa che io dico sempre quello che penso, sia nel bene che nel male. Quindi, sapendolo, per i diretti interessati è più facile perdonarmi.
D: È possibile essere un libero pensatore in Italia?
R: In Italia è più facile scrivere quello che si pensa su un blog: senza un capo è tutto più libero.

D: Lei non guarda la tv. Come mai?
R: Perché sono un distratto e me ne dimentico. E quando devo guardare uno dei miei programmi preferiti, come Le invasioni barbariche, vado sul sito de La7 dove c'è in streaming.
D: Secondo lei, sui social, quanta gente vera e quanti fake ci sono?
R: Ci sono un sacco di fake. Come si suol dire: leoni dietro il computer e conigli nella vita di tutti i giorni. Bisogna stare attenti sul web e capire quando ci si trova di fronte a questi soggetti.
D: Le interessa la politica?
R: Mi informo come ogni cittadino e seguo la politica, mi aggiorno, ma non ne sono ossessionato.
D: Ci sarà una reale apertura alle coppie di fatto in Italia e ai matrimoni gay?
R: Se continuiamo così persino il Bangladesh le ammetterà prima dell'Italia! Io sono convinto che, se facessero votare le persone comuni, loro ci farebbero sposare tutti. Diciamolo: è la politica a bloccare tutto.
D: Se venisse eletto in Parlamento, qual è la prima cosa che farebbe?
R: Me ne andrei subito. È un lavoraccio, e chi c'è ora in Parlamento lo fa già male. Quella dei politici è una categoria piena di cattivi esempi. Difficile brillare.
D: Quindi niente politica. Che cosa dobbiamo aspettarci invece da lei per i prossimi mesi?
R: Oltre a promuovere la mia collezione di pigiami, penso che scriverò un nuovo libro. Io comunque sono aperto a tutto, anche se il web rimane alla base della mia vita.

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