6 Novembre Nov 2015 1839 06 novembre 2015

«Le nozze? Cose da etero»

Intervista alla trans amica di Francesca Pascale Mara Keplero: «Le unioni civili sono un diritto, ma il matrimonio riguarda la Chiesa. I gay pride? Una buffonata. Non condivido alcune battaglie di Luxuria».

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Matrimonio e adozioni per gli omosessuali? Non tutti nella comunità Lgbt sono a favore.
Una di queste è la transgender molisana Mara Keplero. Ex modella, artista, cuore pulsante della mondanità romana, è tra quelle che non vorrebbe sentir parlare di matrimoni gay. Nemmeno di adozioni. I bookmaker la danno in pole position per un ruolo nelle «pari opportunità» di Forza Italia. A fine 2014 le sue foto con Francesca Pascale, fidanzata di Silvio Berlusconi, hanno fatto il giro dei media, sdoganando un’amicizia che dura da quando la compagna del Cavaliere era ancora una soubrette di Telecafone.
Cattolica praticante, ma allo stesso tempo èmolto vicina all'ala sinistra della comunità Lgbt, come Vladimir Luxuria. Con la quale però non condivide alcune battaglie. «Le rivendicazioni che hanno un sapore di estremismo radical chic non mi piacciono», ci spiega.
DOMANDA: Ci spieghi meglio: cosa condivide e cosa no?
RISPOSTA: È giusto che un Paese civile come il nostro riconosca le unioni tra persone dello stesso sesso. Io la penso come Tocqueville: «Una democrazia è completa solo quando l’ultimo dei cittadini ha raggiunto il suo scopo». Se una comunità come quella gay ha l’esigenza di riconoscere i suoi legami, la politica li deve regolamentare.
D: Quindi via libera alle unioni civili?
R: Esatto. Le coppie gay devono avere gli stessi diritti. Non è pensabile che, dopo una vita passata assieme, non si debba avere il diritto di visitare il compagno malato in ospedale o la pensione di reversibilità. Su questo anche il ddl Cirinnà (che disciplina appunto le unioni civili, ndr) è molto lacunoso.
D: Però guai a chiamarli matrimoni…
R: È una questione di terminologia. Il matrimonio è un termine tecnico della Chiesa. Lasciamolo alla Chiesa.
D: In realtà esistono anche i matrimoni civili. Ne parla anche la Costituzione.
R: Sì, diciamo però che è un termine che la Chiesa rivendica, che viene tradizionalmente usato per il legame tra un uomo e una donna. Quello tra persone dello stesso sesso chiamiamolo pure unione, patto. Come vi pare, l’importante è che la regolamentazione ci sia.
D: Non si è fatta mai vedere a un gay pride. Perchè?
R: No, la trovo una grande buffonata, una baracconata. Quando si parla di diritti di persone gay, la gente li associa ai gay pride. Pensano che chi fa quelle richieste sono quelli dei culi di fuori, delle tette di fuori… Io non ci sto. Quando parliamo di diritti parliamo di cose serie.
D: È favorevole alle adozioni da parte delle coppie gay?
R: No. Un bambino ha bisogno di due figure genitoriali: un uomo e una donna. Possiamo dire tutto quello che ci pare: che tra gli etero ci sono anche cattivi genitori, ecc… Però le figure genitoriali sono quelle: maschio e femmina. Bisogna pensare ai bambini, non essere egoisti.
D: Pensa che avere due genitori dello stesso sesso possa causare problemi?
R: Io mi rifaccio alla pedagogia. È giusto che il bambino abbia due punti di riferimento di sesso diverso. Pensi andare a scuola con due papà... La società è cattiva.
D: Secondo lei crescere in una coppia gay può influire sull’orientamento o l’identità sessuale?
R: No, quello è determinato dalla nascita. Potrebbero esserci altri problemi di integrazione, di accettazione…
D: Cosa pensa della Stepchild adoption? (l’adozione da parte del compagno del figlio naturale dell’altro, ndr).
R: In quel caso sono d’accordo, perché lì il bambino già c’è. E la politica ha il dovere di risolvere problematiche già esistenti.


D: Nella comunità Lgbt la sua posizione è isolata?
R: No, molti la pensano come me. Magari non si espongono, ma sono quelli che tirano i fili da dietro. Sono le vere eminenze grigie. Anche il ddl Cirinnà, come vede, ancora non è stato approvato. E secondo me il via libera non ci sarà. Renzi dice che è nel suo programma di governo, ma sotto sotto sono anche loro conservatori. Lo fanno solo per prendere voti.
D: Come venite visti dagli altri della comunità?
R: Noi tradizionalisti veniamo visti come degli avversari. Le nostre idee non trovano spazio nei media e nei talk show perché si segue l’indirizzo del governo, si dà voce solo a una parte della comunità.
D: Francesca Pascale, sua cara amica, è più aperta di lei in merito alle coppie gay…
R: Francesca è una ragazza molto intelligente, colta e sensibile. E la pensa come tutti quelli della sua generazione. Ha dato una lucidatina al partito. Facendo cambiare idea sul tema anche a Silvio Berlusconi.
D: Dicono che stia mandando allo sfascio Forza Italia. Che non vada d’accordo con le altre donne del partito.
R: Non credo proprio. Oggi era alla presentazione del libro di Mara Venier. Ed è arrivata con Maria Rosaria Rossi e subito dopo è venuta anche Nunzia De Girolamo, appena ritornata all’ovile. Francesca è una figura positiva. Sia per Berlusconi che per Forza Italia.

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