4 Novembre Nov 2015 1254 04 novembre 2015

«Pasolini? Un regista amatoriale»

Gabriele Muccino spara a zero sull'intellettuale italiano. E i social si scatenano.

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pasolini

Sui social ormai è un classico. Non c'è momento migliore di una commemorazione per sparare a zero. C'è cascato, per così dire, anche Gabriele Muccino, il regista italiano noto per film come L'ultimo bacio e la duplice collaborazione con Will Smith. Mentre tutti in Italia celebravano, con cognizione di causa o meno, i quarant'anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, dalle spiagge californiane di Malibù Muccino scriveva un lungo post in cui, salvando poeta e narratore, demoliva il Pasolini regista: «Usava la macchina da presa in modo amatoriale».

FUGA DA FACEBOOK
Inevitabilmente, il giudizio ha scatenato l'ira del web, dando vita a una girandola di commenti negativi dai toni piuttosto aspri. Così aspri che Muccino, alla fine, ha deciso di chiudere il proprio profilo Facebook, non prima di lanciare un ultimo, amareggiato messaggio che ha però avuto vita breve: «È ancora un nostro diritto dire cosa pensiamo? A quanto pare no. Meglio dare del mediocre, dell'arrogante, della nullità, insulti a destra a manca, una sassaiola da vandalismo intellettuale contro colui che ha osato dire che forse la Terra non era al centro dell'Universo». Insomma, che Muccino volesse rendersi protagonista di una rivoluzione copernicana nel cinema italiano? In verità, vale la pena leggere fino in fondo il suo primo posto per capirlo in pieno.

LA REGIA NON È PER TUTTI
La più grande cantonata Muccino la prende definendo come «amatoriale» un regista il cui stile era in verità tutt'altro che improvvisato, figlio di un progetto culturale ben preciso. Lo dimostrano scene come il piano sequenza di Mamma Roma, non a caso citatissima dagli accusatori di Muccino. Il regista romano, piuttosto, ha ragione nell'attaccare tutti quelli che sono venuti dopo Pasolini: «aprì involontariamente le porte a quella illusione che il regista fosse una figura e un ruolo accessibile a chiunque, intercambiabile o addirittura improvvisabile». Pasolini non era nulla di tutto ciò. Ma molti altri registi italiani, compresi alcuni di quelli che negli ultimi anni si sono avventurati a Hollywood, purtroppo lo sono stati.

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