3 Novembre Nov 2015 1343 03 novembre 2015

Un garage come casa

Un uomo egiziano di 50 anni aveva segregato la sua seconda famiglia in un box sotterraneo di una palazzina alla periferia di Monza. A scoprirlo i carabinieri intervenuti sul luogo dopo la segnalazione dell'ex moglie.

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In un angusto garage di uno stabilimento alla periferia di Monza, i carabinieri hanno fatto una scoperta tanto sorprendente quanto drammatica. Sotto terra, in pochi metri quadrati, gli agenti del 112 hanno trovato una madre e i suoi tre figli. I quattro inquilini erano di origine egiziana, proprio come l'uomo che li costringeva a vivere lì. Lui, una sorta di padre padrone, aveva portato a vivere in quel luogo malsano la sua seconda famiglia. La prima moglie lo aveva allontanato più di un anno fa a causa dei continui maltrattamenti a cui veniva sottoposta.

SOTTO LO STESSO TETTO
Ma, nonostante il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dall'ex moglie, il cinquantenne egiziano aveva deciso di portare la sua nuova famiglia poprio lì. Non sotto lo stesso tetto, ma nel garage dello stabile dove risiedeva la sua vecchia famiglia. Una scelta dettata da una difficoltà economica, ha in seguito confessato l'uomo agli inquirenti. La sua azienda personale di pulizie non stava andando bene, così, prima di finire in mezzo alla strada, il cinquantenne ha traghettato la sua prole in quell'inferno umido e buio. Tuttavia quando l'ex moglie lo ha scorto mentre si aggirava furtivo nello stabile, non ha esitato a chiamare la polizia per far allontanare quell'uomo che a lungo l'aveva terrorizzata.

POLIGAMIA
Il cinquantenne, che non ha mai divorziato dall'ex moglie, è stato deferito per la violazione delle restrizioni previste nei confronti della prima consorte. L'uomo è già tornato in libertà, in attesa che la pratica faccia il suo corso. Al momento l'uomo non è accusato di altre violazioni, anche se i carabinieri stanno indagando se quello dell'egiziano possa essere un caso di poligamia. Intanto la 'famiglia del garage' è stata portata all'ospedale San Gerardo di Monza per accertamenti anche se le condizioni sono parse sin da subito buone. Intanto i servizi sociali hanno affidato la donna e i suoi bambini a una struttura di accoglienza.

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