3 Novembre Nov 2015 1219 03 novembre 2015

In sella contro il maschilismo

Dopo ben 154 edizioni, Michelle Payne è la prima donna ad aggiudicarsi la Melbourne Cup, la più prestigiosa gara di equitazione australiana. A tutti quelli che non credevano in lei, ha detto: «Andate a quel paese».

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steve payne michelle payne melbourne cup_1

Quando ha tagliato il traguardo della Melbourne Cup 2015 in sella al purosangue Prince of Penzance, la fantina Michelle Payne indossava una livrea degli stessi colori delle suffragette: viola, verde e bianco. Una coincidenza che ha reso la sua vittoria ancora più straordinaria. Michelle è infatti la prima donna a essersi aggiudicata, dopo ben 154 edizioni, la più prestigiosa gara di equitazione australiana.

CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI
I pronostici non erano certo a suo favore: la sua vittoria per la gara del 3 novembre era data 100 a 1 dai bookmakers. A loro, e a tutti quelli che non ci credevano, Michelle ha rivolto un messaggio abbastanza esplicito: «A tutti gli altri voglio dire di andare a quel paese, perché credono che le donne non sono abbastanza forti mentre noi abbiamo sconfitto tutto e tutti». Un'accusa rivolta nello specifico all'establishment del mondo dell'equitazione, un mondo tutto al maschile che Michelle definisce «sciovinista». Ma il messaggio sembra calzare a pennello anche per altre situazioni e contesti in cui le donne hanno meno possibilità degli uomini.

IL SOGNO DI UNA VITA
D'altronde, Michelle Payne è sempre stata una combattente. La madre morì in un incidente stradale quando lei aveva appena sedici anni e Michelle venne cresciuta dal padre insieme a un fratello affetto dalla sindrome di Down (la responsabilità di sellare il cavallo è toccata a lui, quindi la vittoria è anche un po' sua) e altri otto tra fratelli e sorelle. Cresciuta in una famiglia da sempre appassionata di equitazione, Michelle, fin dall'età di sei anni, andava ripetendo ai suoi amici che un giorno avrebbe vinto la Melbourne Cup. Gli inizi non furono dei più semplici, anzi. Nel 2004 la sua carriera rischiò di finire anzitempo: una brutta caduta le causò una frattura del cranio e delle contusioni cerebrali, seguite tempo dopo da una frattura del polso. L'esordio nella Melbourne Cup risale al 2009, quando si classificò al 16esimo posto. Sei anni dopo, è riuscita nell'impresa che sognava da oltre vent'anni.

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