30 Ottobre Ott 2015 1850 30 ottobre 2015

A lezione di regole con Elio

Il frontman delle Storie Tese ha preso parte a un incontro con Gherardo Colombo dove ha spiegato in diretta a 20mila studenti qual è il senso della legalità. Ecco che cosa ci ha raccontato.

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«Le regole? Io vivo in un mondo in cui si può fare qualunque cosa, ma devo ammettere che senza le regole giuste non riesco neanche a battere ai videogames i miei figli di 5 anni. E infatti vincono sempre loro», dice Elio. Appena balzato giù dalla sedia di giudice di X-Factor, dopo una puntata tostissima che ha i visto i quattro giudici molto critici nei confronti delle esibizioni dei cantanti, il frontman delle Storie Tese oggi è salito su un altro palco, quello del Piccolo Teatro di Milano. Giornata impegnativa, perché Elio, in veste di «improbabile prof della legalità», ha affiancato l’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo nell’evento Voce del verbo furbare. Io furbo, tu furbi, egli furba, che, su stimolo dell’associazione Sulleregole, intende diffondere la cultura della legalità e del rispetto delle regole tra i più giovani.

ABBASSO LE REGOLE, MA SOLO NELL'ARTE
Grazie a un collegamento satellitare con 110 cinema sparsi in tutta Italia e una diretta live sui maggiori social network, sono stati oltre 20mila gli studenti che hanno seguito l’evento. Lui, Elio, con la sua camiciona a quadri e jeans e alla guida di un gruppo che ha compiuto una piccola rivoluzione nella discografia italiana, grazie a X-Factor è diventato un personaggio cult anche per i più giovani. E non sembra certo il tipo che ama troppo le regole. Infatti racconta: «Quando con Le Storie Tese siamo entrati nel mondo della musica, c’erano delle regole non scritte ma seguite da tutti: alternanza strofa e ritornello, durata della canzone di non oltre tre minuti e mezzo altrimenti non te la passavano per radio», ha raccontato il cantante al pubblico dei ragazzi. «Negli Anni 70 tutte queste regole non c’erano: i musicisti di quel periodo se ne fregavano. Noi abbiamo fatto lo stesso: il nostro gioco è stato rompere con le regole della musica commerciale».

AMARE L'IMBARAZZO
In che modo Elio, insieme ai suoi compagni d'avventura, c'è riuscito? «La mia idea di musica senza regole è andare al Festival di Sanremo, il festival della canzone italiana, e proporre La canzone mononota, cioè una canzone con una nota sola. Nell’arte, la trasgressione delle regole può essere una cosa positiva perché non è una vera e propria trasgressione, non è fare qualcosa di illegale. Significa sostituire le vecchie regole con regole nuove, altrimenti sai che noia». E, a proposito di noia, a chi gli chiede se si è mai sentito in imbarazzo a stare sul palco manda a dire: «Amo molto l’imbarazzo. Potrei stare fermo qui sul palco anche per cinque minuti di fila senza problemi». E giù applausi.

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