29 Ottobre Ott 2015 1803 29 ottobre 2015

«Per te io ci sono»

A oltre dieci anni dall'omicidio della figlia da parte delle Bestie di Satana, Silvio Pezzotta ha perdonato Elisabetta Ballarin. «È un'altra persona da quella drogata e suggestionata che ha ucciso Mariangela».

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Il 24 gennaio del 2004, a Golasecca in provincia di Varese, moriva Mariangela Pezzotta. La giovane di 27 anni era stata assassinata dall'ex fidanzato, Andrea Volpe. Il ragazzo le aveva sparato al volto con una Smith&Wesson. Due volte, ferendola solo gravemente. A completare l'opera ci aveva pensato Nicola Sapone. Lo aveva fatto con un badile al cospetto dello stesso Volpe e della sua fidanzata di allora, Elisabetta Ballarin di soli 18 anni. Un omicidio commesso sotto gli effetti dell'alcool e delle droghe. Un omicidio che da lì a pochi giorni sarebbe stato svelato. L'Italia, infatti, era pronta per conoscre la setta passata alla storia come le Bestie di Satana.

UNA STORIA SBAGLIATA
Un omicidio efferato, nato però da un amore coinvolgente. Perché Mariangela amava Andrea. Lo amava sin dalle medie quando i due giovani avevano iniziato a frequentarsi. Poi qualcosa era andato storto. Tutto era mutato quando il ragazzo, raggiunta la maggiore età, era partito per fare il militare. Al suo ritorno non era lo stesso Andrea che Mariangela aveva conosciuto. In lui qualcosa era cambiato. Durante il periodo di leva obbligatoria, molto probabilmente, il giovane aveva conosciuto la droga. Quell'eroina che gli aveva cambiato la vita, trasformandolo e mutando il rapporto che aveva legato a lungo i due. Lo racconta il padre di Mariangela Pezzotta. A riportarlo, invece, è Vanity Fair, quasi dieci anni da quel giorno che cambiò la vita al signor Silvio e a sua moglie. Quando, un giorno, la figlia gli ha detto «papà chiudimi il conto, e i soldi che guadagno al supermercato tienili tu» l'uomo aveva capito tutto.

LAVORO SOCIALMENTE UTILE
Papà Silvio, infatti, ha lavorato a lungo con i tossicodipendenti. Lui sa che cosa vuol dire non 'bucarsi' quando tutti intorno a te lo fanno. Alla lunga la storia d'amore tra Mariangela e Andrea si è logorata. Tanto che i due si sono allontanati, sino a lasciarsi. Ma Volpe non è rimasto tanto tempo da solo. Il ragazzo ha subito trovato una nuova preda. Lo ha fatto scegliendo una ragazza di 10 anni più piccola di lui. «L’ho conosciuto a 15 anni, lui ne aveva 25. Poco dopo mi aveva già messo l’ago in vena», ha successivamente raccontato Elisabetta Ballarin in un documentario realizzato da Anna Bernasconi per la Tv Svizzera.

IL PROCESSO
Poi dalle droghe Andrea e Elisabetta erano passati al satanismo. Avevano conosciuto Nicola Sapone. Avevano commesso un omicidio (Volpe ne aveva eseguiti altri due oltre a un'istigazione al suicidio). Dopo essere state scoperte, le Bestie di Satana sono state arrestate e processate. E proprio durante il processo papà Silvio si è trovato faccia a faccia con i carnefici della figlia. «Una volta ho incrociato Elisabetta dietro l’aula. I poliziotti si sono subito innervositi, pensavano potessi farle del male. Lei aveva la faccia piena di paura, io l’ho guardata e ho pensato che al posto suo poteva esserci mia figlia. E invece quella morta era Mary, e chissà, forse proprio la sua morte aveva evitato quella di Elisabetta. E allora, non so nemmeno io come, mi sono avvicinato e le ho detto: 'Se hai bisogno, io ci sono'. Lei ha sorriso, e le è cambiata la faccia», ha proseguito il signor Pezzotta. Un incontro fugace a cui non ne sono seguiti altri. Almeno per qualche anno.

UNA CHIAMATA INASPETTATA
«Un giorno mi ha chiamato la mamma di Elisabetta. Io la conoscevo perché come me lavorava nel volontariato», ha raccontato a Vanity Silvio. «Voleva sapere se avevo astio nei confronti di sua figlia, per lei era importante capire e cercare di garantire a Elisabetta un futuro il più possibile sereno, anche se davanti aveva tanti anni di carcere. Da lì ha cominciato a telefonarmi di tanto in tanto, iniziava a parlarmi di cose di lavoro, ma poi il discorso tornava sempre lì. Mi raccontava che Elisabetta lavorava e studiava. Mi teneva aggiornato sul suo percorso di riabilitazione». Cristina Lonardoni, la mamma di Elisabetta, è morta nel 2014. Ad ucciderla è stato il monossido di carbonio fuoriuscito dalla caldaia di casa che era difettosa.

LA BORSA DI STUDIO
Per ricordare Cristina, la donna che aveva votato la sua vita a fare del bene, i suoi colleghi hanni deciso di intitolarle una borsa di studio per ragazzi meritevoli. «Un giorno mi chiama un amico comune e mi dice: abbiamo deciso di dare la borsa di studio a Elisabetta, ma gliela devi consegnare tu. Io gli rispondo: tu sei pazzo. Ma poi, quando metto giù il telefono, prendo in mano una foto di Mary, una foto in cui sorride e in cui tiene in braccio mia nipote Martina, figlia di sua sorella, e le dico: Mary, che cazzo facciamo?», ha spiegato papà Silvio. L'uomo, in quella foto, ha trovato il coraggio necessario. Ha trovato il coraggio di perdonare anche chi le aveva strappato via una figlia che amava. «Io desidero semplicemente che Elisabetta, che ora è una persona totalmente diversa dalla ragazzina fatta di eroina e plagiata di quella notte, abbia la possibilità, quando avrà pagato il suo debito con la giustizia, di tornare nel mondo e farsi una vita normale, una famiglia. Io alleno i disabili in handbike, e quando qualcuno arriva ultimo, o si ferma a metà della gara, io gli dico che è stato bravo lo stesso», ha aggiunto l'uomo.

CON VOLPE NO
Discorso diverso per Andrea Volpe. Papà Silvio non può perdonare quell'uomo che l'ha tradito e ha ucciso la sua bambina. «Per me Volpe non esiste più. Quando sono arrivato al ponticello sul Ticino dove i carabinieri hanno ritrovato la macchina di Mariangela e il commissario mi è venuto incontro e mi ha chiesto: Volpe Andrea ti dice qualcosa? Io gli ho risposto, di getto: 'Me l’ha ammazzata'. Perché io lo sapevo e lo sentivo che in quella persona c’era del male. Quindi io non ho perdonato, ho solo dato un senso alle cose che potevano averlo», ha chiarito.

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