28 Ottobre Ott 2015 1449 28 ottobre 2015

Niente musica per i bambini musulmani

Fa discutere la decisione di alcuni genitori torinesi di trasferire i propri figli da scuola. Il motivo è il progetto orchestrale dell'istituto Regio Parco nel quartiere multietnico della città.

  • ...
ThinkstockPhotos-79085751

Non è ancora chiaro se dietro la protesta di alcuni genitori musulmani ci siano motivazioni religiose o economiche. Per ora si sa solo che due bambine dell'istituto comprensivo Regio Parco del quartiere multietnico di Porta Palazzo a Torino sono state trasferite in un'altra scuola. La decisione è stata presa dopo l'annuncio del progetto musicale «Crescere in orchestra» che mira a coinvolgere in un unico gruppo i bambini italiani e non. Per lo zio di una delle ragazzine questo tipo di musica è inadatto al rispetto delle prescrizioni coraniche, mentre per le maestre l'iniziativa è fondamentale per l'integrazione dei più piccoli.

UN PROGETTO DI SUCCESSO
La preside dell'Istituto Concetta Mascali ha spiegato alla stampa di aver avuto l'impressione che alcuni genitori fossero in qualche modo coalizzati contro il progetto musicale, anche se alcune famiglie arabe si sono dissociate dalla protesta. La scuola ha quindi deciso di organizzare un incontro con le mamme e i papà contrari all'iniziativa, due rappresentanti delle moschee della zona e una mediatrice culturale. L'intento è spiegare il significato di  «Crescere in orchestra», partito tre anni fa nella scuola dell’infanzia e poi ampliato, grazie al contributo delle famiglie, a varie classi delle elementari. «La nostra scuola è un avamposto che va curato, in cui è necessario fornire più opportunità che altrove. Per questo abbiamo inserito il progetto musicale nell’orario in modo che coinvolga tutti. L’orchestra ha dato ottimi frutti, i bambini imparano a lavorare insieme, a concentrarsi, è utile per lo studio in generale», ha commentato la preside.

UNA DIDATTICA NON TRADIZIONALE
Il portavoce dell'Associazione Islamica delle Alpi ha precisato che più che per motivi religiosi le famiglie si sono opposte per questioni economiche. Per i genitori musulmani, tanti di origine marocchina, il problema non è la musica in sé, ma avere la certezza di poter contare su un sostegno finanziario. Per questo la preside Mascali, insieme con la Circoscrizione in cui si trova l’Istituto Regio Parco, si è mobilitata per trovare una soluzione. «È importante, per le condizioni socio-economiche delle famiglie, far comprendere i perché di una didattica non tradizionale. Bisogna tenere presenti le differenze culturali che non necessariamente sono sinonimo di posizioni religiose», ha aggiunto un'educatrice scolastica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso