27 Ottobre Ott 2015 1323 27 ottobre 2015

Sposa bambina al Pantheon di Roma

Amnesty International Italia dice no ai matrimoni delle giovani vittime di un'usanza diffusa soprattutto nel Medio Oriente. In uno spot video, così, racconta il dramma di migliaia di ragazze ancora minorenni costrette a dire addio alla loro infanzia.

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Cattura

Forte, toccante, pregno di significati. Non ci sono altri termini per descrivere il video con cui Amnesty International ha lanciato la sua nuova campagna web per dire basta allo scempio delle spose bambine. Lo spot si apre con un primo piano di due occhi azzurri. Due occhi a cui è stata strappata con la forza l'infanzia. È lo sguardo di una bambina sposa, costretta a diventare moglie e mamma in tenerissima età.

MANIFESTAZIONE SIMBOLICA
Intanto, lunedì 26 ottobre 2015, davanti al Pantheon di Roma è stato simulato un matrimonio forzato di una bambina. Tutto questo è stato organizzato per sensibilizzare il mondo intero a un argomento rimasto sommerso ma che coinvolge, secondo i dati raccolti da Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione), circa 13,5 milioni di ragazzine ogni anno. Le giovanissime spose sono costrette a convolare a nozze, ancora minorenni, con uomini molto più vecchi di loro. Spesso si tratta di persone ricche che hanno contratto crediti con la famiglia della bambina.

GIOVANI MAMME
Spesso queste spose rimangono incinta quasi subito. Un fenomeno molto comune in Yemen, Iran (qui la legge stabilisce che le ragazze si possono sposare per legge a partire dall'età di 13 anni), Siria e Burkina Faso, tanto per citare solo alcuni casi. Nell'Asia meridionale, infatti, quasi il 46% delle ragazze si sposa prima di diventare maggiorenne. Anche per questo motivo, Amnesty International Italia, è scesa in campo per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica oltre che per chiedere ai governi la promozione di indagini imparziali e veloci sulle violazioni dei diritti umani.

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