21 Ottobre Ott 2015 1627 21 ottobre 2015

Non è un commissariato per ciechi

Ada, 35enne non vedente di Roma, si era recata dalla polizia per fare una denuncia. Ma gli agenti hanno impedito alla ragazza di entrare perché accompagnata dal suo cane guida.

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Seeing eye dog

Lei si chiama Ada, ha 35 anni, abita a Roma ed è non vedente. Un giorno si è recata al commissariato di Cinecittà con il suo cane guida per denunciare lo smarrimento della propria carta d'identità. Ma da un agente si è sentita rispondere così: «Lei, col cane. Non può salire. Le persone col cane aspettano giù». Una frase che ha dell'incredibile e che ha lasciato di stucco la disabile. «Ma lei è un poliziotto, io sono cieca e lui è il mio cane guida», ha risposto basita la donna. Una storia di ordinaria follia burocratica che è stata raccontata dal Fatto Quotidiano.

SITUAZIONE GROTTESCA
A nulla sono valse le proteste della 35enne. «Scusi ma sono salita altre volte per fare denuncia in questi anni e non mi hanno mai fermata», ha aggiunto la donna. Un po' infastidito, più che imbarazzato, l'agente è sparito promettendo di chiedere lumi ai suoi superirori. Al suo ritorno il tutore dell'ordine ha confermato l'impossibilità dell'accesso di persone con cani al commissariato. «Ma come, noi ciechi ci imbattiamo in mille difficoltà e prevaricazioni per le quali spesso dobbiamo affidarci alle forze dell’ordine e ora mi ritrovo a subire da voi lo stesso trattamento che mi riservano altre persone? Ma con che spirito posso affidarmi alla polizia se il trattamento e la conoscenza dei nostri diritti è questo?», ha domandato quasi disperata la donna. Fatto sta che alla fine Ada ha dovuto fare la sua denuncia nell'atrio del commissariato senza poter accedere agli uffici di competenza. Una storia che arriva a pochi giorni di distanza da quella che raccontava di un'altra non vedente a cui era stato proibito di salire su un autobus.

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