15 Ottobre Ott 2015 1810 15 ottobre 2015

Lo status di genitore? È internazionale

Il giurista Francesco Pisano sul caso Ruben, il bimbo con due mamme il cui atto di nascita è stato trascritto dal sindaco di Napoli: «Non si può essere madri in Spagna e non in Italia».

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ruben

Ruben ha appena due mesi, è nato in Spagna il 3 agosto da due genitori italiani. I suoi genitori dono due donne. Due mamme: Marta e Daniela. Sono sposate a da dieci anni vivono a Barcellona.
Il 30 settembre l'ufficio anagrafe del Comune di Napoli ha trascritto l'atto di nascita di Ruben, il terzo bambino in Italia ad avere sul certificato i nomi delle sue due mamme. Ma il suo caso è singolare perchè per la prima volta non si è fatto ricorso a un giudice. «È una grandissima novità», ha spiegato mamma Marta, «perché finora tutte le coppie italiane nella nostra situazione hanno dovuto percorrere la strada giudiziaria. Ora Ruben ha un passaporto ed è un cittadino italiano con due mamme». Ma la questione è più complessa di così.

IL SINDACO DE MAGISTRIS: «RUBEN HA DIRITTO ALL'IDENTITÀ»
Ruben, in Spagna, ha entrambi i cognomi delle madri e sul certificato di nascita è figlio nato dalla loro regolare unione. Ma non avendo un genitore spagnolo non poteva avere il passaporto iberico. Una prima richiesta era stata fatta al Consolato italiano, ma non era passata per mancanza di normativa. Solo quando il caso di Ruben è diventato pubblico c’è stato l’interessamento del Comune di Napoli e il sindaco Luigi De Magistris ha effettuato la trascrizione. Definendola una «una decisione molto importante e giuridicamente complessa». «Noi abbiamo fatto prevalere il diritto all'esistenza del bambno», ha spiegato il primo cittadino. «Un bambino che ha diritto a circolare liberamente nella nostra Europa, a poter essere assistito da un punto di visto medico: un diritto all'identità. La persona viene prima di ogni cosa. Abbiamo scritto una bella pagina di civiltà giuridica».

LA PREFETTURA DI NAPOLI ESAMINA IL CASO
Ma ora il prefetto Gerarda Pantalone ha chiesto al sindaco di entrare in possesso delle carte per valutare il caso insieme al ministero dell'Interno: «Ho chiesto al sindaco la documentazione completa sulla trascrizione dell'atto di nascita del bambino figlio di due mamme e con due cognomi. Una volta in possesso degli atti li esaminerò personalmente di concerto con il ministero dell'Interno».
Abbiamo intervistato un giurista specializzato in Diritto Civile e Penale per la Famiglia e i Minori, Francesco Pisano, per cercare di capire qualcosa in più su questa giuridicamente intricata e delicata vicenda.

DOMANDA: Avvocato, possiamo dire che il sindaco De Magistris ha forzato la legge trascrivendo l'atto di nascita del piccolo Ruben?
RISPOSTA:
La domanda è complessa. Ma occorre fare una distinzione fondamentale: l'ufficiale civile non ha formato un atto, ha trascritto un atto. La legge italiana vieta di formare un atto che dice che un bambino è figlio di due donne o di due uomini. In questo caso il sindaco di Napoli ha trascritto un atto formato all'estero. Ruben è un cittadino dell'Unione europea figlio di due cittadine europee che in Spagna hanno visto riconoscere un diritto.
D: Si può essere figli di una coppia in Spagna e non esserlo in Italia?
R:
Il punto è proprio questo. Si tratta di una problematica che si inscrive in una prospettiva di diritto europeo: quella della circolazione degli status. Se io circolo nel territorio dell'Unione europea circolano con me anche la mie relazioni e il mio status. Non è possibile che io sia genitore in Spagna e non in Italia.
D: Quindi nessuna forzatura giuridica?
R: Credo che De Magistris abbia fatto la scelta giusta perchè ha riconosciuto uno status che queste persone hanno. Non parlerei di forzatura. La forzatura potrebbe essere sul piano della modulistica (in Italia prevediamo una madre e un padre, non un genitore 1 e un genitore 2). Il nostro Paese deve porsi un problema. La questione deve essere risolta tenendo conto che gli Stati nazionali non possono continuare a difendere un sistema di diritto di famiglia che non regge la prova della circolazione.
D: Può fare un esempio concreto?
R:
Ruben ha solo due mesi, ma prendiamo un bambino più grande, che vive e va a scuola in Spagna. Se i suoi genitori si trasferiscono in italia la madre (colei che ha partorito il figlio anche se non biologicamente suo) resta sempre la madre, mentre l'altra donna sparirebbe dalla scena e non avrebbe voce in capitolo sul figlio (per esempio non potrebbe essere interpellata dai medici del bambino). Nell'ottica dell'interesse dei minori questo è inaccettabile.
D: Se per assurdo una delle due mamme di Ruben venisse a mancare? L'altra mamma avrebbe diritto sul bimbo?
R: Alla luce del fatto cheil nostro Paese ha trascritto l'atto di nascita del bambino lo stato di figlio è riconosciuto anche dalla legge italiana. Bisogna vedere che fine farà questo atto.
D: Se tutti i sindaci decidessero di agire come De Magistris, cosa accadrebbe? La legge cambierebbe da città a città?
R:
Il punto è proprio questo. Si rischia anche una discriminazione al contrario: per gli stranieri o coloro che si muovono da Stato a Stato è più facile che ci sia un riconoscimento. Il problema è l'inerzia del parlamento e della legislazione. I diritti non aspettano: la gente li reclama. Il parlamento deve dare risposte con leggi chiare che non possono più essere avulse dal contesto europeo. Se il parlamento tace diventa la volta di questo o quel sindaco, questo o quel tribunale. Questo è il problema. La pressione sociale e le iniziative dei sindaci sono molto piu avanti rispetto alla politica.
D: Parliamo dei diritti del bambino.
R: Il punto d'attacco di questa tematica è esattamente il diritto del bambino. Se il minore ha una famiglia (non importa se due padri, due madri, o un padre e una madre) e cresce in seno a questa sta esercitando un diritto fondamentale: quello al rispetto della vita familiare. Nessuna autorità può fare un'ingerenza in questo senso. A meno che non sia legittima: per esempio il caso in cui un genitore maltratta il figlio. Se prendiamo il caso del piccolo Ruben è chiaro che le autorità italiane nel momento in cui il bambino e la sua famiglia circolano non possono compiere nessuna ingerenza nel godimento della vita familiare. Il punto è: questo significa riconoscerne lo status?
D: Quindi la trascrizione dell'atto di nascita del bimbo è lecita?
R: Penso che l'ufficiale di stato civile debba trascrivere un atto di nascita che si è formato in un altro Paese, così come un atto di nozze, a meno che non siano contrari all'ordine pubblico. La vera questione è questa: fare figli con la fecondazione eterologa o sposare persone dello stesso sono azioni contrarie all'ordine pubblico internazionale? No, non lo sono. Il matrimonio omosessuale in Spagna - come in altri Paesi - è riconosciuto. Allora, se non vi è contrarietà all'ordine pubblico internazionale, non è possibile rifiutare la trascrizione.

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