14 Ottobre Ott 2015 1606 14 ottobre 2015

Vuoi il sussidio? Dimostra di essere disabile

Una mamma inglese è stata costretta a provare l'incapacità della figlia a lavorare pur di ottenere il sostegno economico che le spetta di diritto in quanto persona non autosufficiente.

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Carly Canavan ha 21 anni, ma a livello mentale ha la stessa età di una bambina di quattro anni. La sua disabilità le impedisce di lavorare, ma nonostante questo il dipartimento del lavoro e delle pensioni ha voluto che lei provasse di non essere adatta a intraprendere una carriera professionale per poter ricevere il sussidio governativo.

UN SUSSIDIO A RISCHIO
La mamma di Carly,  intervistata dalla stampa inglese, ha spiegato che la figlia è nata con una parte del cervello non sviluppata che non è mai cresciuta con il tempo. «Mia figlia non sarà mai indipendente e non vedrà mai alcun miglioramento. Avrà sempre bisogno di qualcuno per vestirsi, lavarsi e uscire. Qualcuno dovrà sempre prendersi cura di lei», ha raccontato Victoria Lamont. Il sussidio finora garantito a Carly è stato sostituito da una nuova forma di retribuzione per l'indipendenza personale. Carly ha ricevuto per ora 500 sterline al mese come finanziamento di sostegno. A settembre 2015 però la madre della ragazza ha ricevuto una lettera in cui si chiedeva di provare la disabilità della figlia per poter continuare a usufruire del sussidio governativo. «Se avessero visto bene la situazione di Carly capirebbero subito che non è in grado di lavorare», ha commentato esasperata Victoria Lamont che poi ha aggiunto: «Le domande del test inviatoci sono imbarazzanti e invadenti. Mi chiedono persino se mia figlia sia incinta!»

NUOVE REGOLE
Un portavoce del dipartimento del lavoro ha fatto sapere che il file/test spedito a casa Lamont è stato creato apposta per aiutare le persone disabili a inserirsi nel mondo del lavoro e che lui come altri membri della struttura governativa sono a disposizione per qualunque chiarimento. Il dipartimento ha fatto sapere di voler cambiare le regole per riuscire a portare tutti i cittadini affetti da disabilità a svolgere una mansione almeno per un paio di ore a settimana.

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