13 Ottobre Ott 2015 1139 13 ottobre 2015

«Lou Reed picchiava le donne»

Una nuova biografia fa luce sul lato oscuro del leader dei Velvet Underground.

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«È piuttosto chiaro che fosse un misogino e che picchiasse le donne». A parlare è Howard Sounes, autore della biografia Notes from the Velvet Underground: The Life of Lou Reed, dedicata, come si evince dal titolo, al cantante fondatore di una delle band che ha cambiato la storia della musica. Benché la biografia ripercorra gli episodi salienti della vita e della carriera di Lou Reed quasi per intero, a destare scalpore sono soprattutto le testimonianze che dipingono Lou Reed, deceduto nel 2013, come un uomo violento incline a maltrattare le sue compagne.

MALTRATTAMENTI CONTINUI
Come riportato dal Daily Beast, tra i primi accusatori di Reed c'è la ex moglie Bettie Kronstad: «Ti spingeva contro un muro. Ti picchiava, colpiva, scuoteva... E una volta mi fece anche un occhio nero, in realtà». Bettie non è una testimone isolata. Howard Sounes per il suo libro ha intervistato anche, tra gli altri, un vecchio compagno di scuola di Reed, Allan Hyman. E le sue parole, che raccontano un episodio verificatosi nel corso di una cena, non sembrano lasciare scampo: «[La ragazza] diceva qualcosa. Lui se la prendeva per quello che lei aveva detto e la colpiva con forza dietro la testa».

«UN MOSTRO»
Howard Sounes chiarisce con il Daily Beast di non volere mettere in discussione la statura artistica di Reed con queste testimonianze. Il suo obiettivo era quello di dare un ritratto il più accurato possibile di Lou Reed, con i suoi pregi e i suoi tanti difetti, a differenza degli articoli celebrativi pubblicati subito dopo la morte dell'artista e, a dire di Sounes, un po' troppo morbidi: «Era un uomo molto sgradevole. Un vero mostro; credo che la parola mostro sia l'unica davvero adatta a descriverlo».

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