12 Ottobre Ott 2015 1713 12 ottobre 2015

Nude e imperfette, è qui lo scandalo

Polemiche in Australia per la campagna di Lush Cosmetics che ha scelto quattro impiegate dell'azienda per una pubblicità. Definita «offesiva e pornografica». Ma se al loro posto ci fossero state modelle?

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Cosa succede se delle donne 'normali' - che non hanno misure da top model -  si fanno fotografare senza veli per una pubblicità? Quattro impiegate dell'azienda Lush Cosmetics Australia hanno accettato di posare nude per la campagna Go Naked. «Preferiamo stare nude, come almeno 100 dei nostri prodotti», è lo slogan della casa di cosmetici specializzata in saponi che promuove l'ultilizzo di prodotti senza confezioni di plastica. Le foto sono state esposte in tutti i negozi della Nuova Zelanda e dell'Australia, oltre che sul sito web dell'azienda. Ma le imperfezioni, i tatuaggi in bella vista e i segni della cellulite non sono piaciuti al pubblico. Che - chissà come mai - ha presto gridato allo scandalo. Tanto che la campagna è stata definita «offesiva e pornografica».

VIOLATI I CANONI DEL BUON GUSTO?
Le proteste sono arrivate fino all’Ufficio che regola le pubblicità in Australia segnalando che le immagini erano all’altezza dei bambini e che violavano i canoni del buon gusto (quali sono?). Una madre ha scritto: «Non voglio che i miei figli siano esposti a queste nudità durante le compere settimanali». Nello store di Queensland il cartellone è stato bannato. «La campagna non puntava certo a creare scalpore, ma a promuovere il rispetto del corpo», ha replicato l'azienda.
Ma la domanda è una sola: se al posto di quattro donne dal corpo imperfetto ci fossero state quattro top model in pose provocanti qualcuno si sarebbe indignato? La risposta la conoscete.

LE REAZIONI POSITIVE
Ma c'è anche chi ha  apprezzato e condiviso il messaggio. Molti clienti hanno definito la campagna fonte di ispirazione per come promuove positivamente il corpo femminile e per la sensibilizzazione green dei prodotti. «Le donne nelle immagini sono parte del gruppo Lush che hanno creduto nell’idea. Le foto non sono state modificate perché pensiamo che non dovremmmo vergognarci dei nostri corpi come sono al naturale, ognuno di noi è bello nella sua diversità». «Ciò che spero è che alle persone sia prima di tutto arrivata l'informazione. Il nostro intento era, su tutto, di educare», ha commentato Courtney Fry, una delle quattro ragazze fotografate nonché impiegata di Lush, «voglio essere parte del cambiamento, non del problema».

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