8 Ottobre Ott 2015 1317 08 ottobre 2015

Non rispetta la Russia di Putin e Stalin

Svetlana Alexievich è il premio Nobel 2015 per la letteratura. Ecco chi è la scrittrice bielorussa che da anni si batte contro la censura e le menzogne della poltica nonostante il boicottaggio dei potenti.

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Nobel Letteratura a bielorussa Svetlana Alexievich

Svetlana Alexievich è la vincitrice del premio Nobel per la letteratura 2015. La scrittrice e giornalista bielorussa è stata premiata dall'Accademia reale svedese «per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo».

LE PRIME REAZIONI
Subito dopo l'annuncio, Alexievich è stata raggiunta telefonicamente dalla televisione svedese SVT, a cui ha espresso tutta la sua emozione definendo fantastica e al contempo inquietante l'idea di essere circondata dalle ombre dei suoi predecessori, tra cui Bunin e Pasternak. Una dimensione opposta rispetto alla situazione in sui si trovava Alexievich quando ha ricevuto la notizia: era a casa, e stava stirando. Nel corso dell'intervista ha poi rivelato che non sa ancora come spenderà i soldi del premio, ma sicuramente le serviranno per comprarsi la libertà, come ha sempre fatto. Quindi ha annunciato la stesura di due nuovi libri, che difficilmente vedranno la luce prima di qualche anno.

CRITICHE ALLA RUSSIA DI PUTIN E STALIN
Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella sede di un giornale di opposizione, Svetlana ha dichiarato di apprezzare il mondo russo della scienza e della letteratura, ma ha voluto esplicitamente condannare «il mondo russo di Putin e Stalin», nonché «l'84% dei russi che incita a uccidere gli ucraini». Ha poi accusato il potere bielorusso di averla ignorata, boicottata e censurata nel corso degli anni, non pubblicando mai i suoi libri o invitandola in televisione. Sempre facendo riferimento alla situazione bielorussa, Alexievich ha affermato che «i tempi ci trascinano verso le barricate perché quello che sta avvenendo è vergognoso». Poco dopo le prese di posizione di Svetlana, sono curiosamente arrivate le dichiarazioni del ministero degli Esteri bielorusso. Non tramite il ministro, però, ma per mezzo di un portavoce: «Questo primo premio, ricevuto da una cittadina del nostro Paese sovrano, sarà ricordato nella storia della formazione della nazione, della società e dello stato bielorusso».

TESTIMONE DI UN'EPOCA
Nata nel 1948 in Ucraina, ma cresciuta in Bielorussia, Svetlana iniziò la sua carriera giornalistica lavorando per i giornali locali. Nel corso degli anni è stata testimone dei più importanti eventi che nel corso del XX secolo hanno scosso l'Unione Sovietica, dalla guerra in Afghanistan passando per il disastro di Cernobyl, fino al crollo della stessa URSS. Sul finire degli Anni 90, venne accusata dal governo di Lukashenko di essere un'agente al soldo della CIA. Le continue persecuzioni la costrinsero, nel 2000, ad abbandonare la Bielorussia. Fino al 2011, anno in cui è tornata a vivere nella capitale Minsk, ha vissuto soprattutto tra Parigi, Goteborg e Berlino.

LE OPERE LETTERARIE
La scrittura di Alexievich si è sempre distinta per essere un fortunato ibrido tra giornalismo e letteratura. L'efficacia e il realismo dei suoi scritti non erano sempre graditi dai regimi di turno. Ragazzi di zinco (e/o, pp. 320, 16 euro), ad esempio, è una spietata decostruzione del mito della guerra afghano-sovietica che nel 1992 valse a Svetlana un processo politico interrotto solo grazie alle pressioni della comunità internazionale e degli attivisti per i diritti umani. Risale al 1997 invece la Preghiera per Cernobyl' (e/o, 11 euro), un libro che non indaga tanto sul fatto in sé, quanto piuttosto sul 'mistero', così è definito dall'autrice, che le vittime del disastro dovettero e continuano ad affrontare. Tempo di seconda mano (Bompiani, pp. 777, 24 euro) è invece il racconto delle tante persone che rimasero coinvolte dall'utopia comunista dell'URSS, i tanti individui ignorati dalla Storia ma che quel periodo l'hanno vissuto dal primo all'ultimo giorno. E c'è spazio anche per i nostalgici che non riescono a capire come si sia passati alla cultura del successo e del denaro. Un tema simile viene affrontato anche nel volume Incantati dalla morte (e/o, pp. 257, 16 euro) , che però si concentra soprattutto sui suicidi dopo il crollo dell'URSS.

LA GUERRA NON HA UN VOLTO DI DONNA
In concomitanza con l'annuncio del premio Nobel, è arrivata da Bompiani la notizia che il volume La guerra non ha un volto di donna, pubblicato nel 1985 e inedito in Italia, verrà pubblicato anche nel nostro Paese, in un'edizione ampliata e parzialmente riscritta che vedrà reintegrati alcuni brani tagliati all'epoca dalla censura. Il libro racconta delle esperienze subite dalle donne in tempo di guerra.

VINCITORI PRESENTI E PASSATI
Svetlana Alexievich è la seconda donna a vincere il Nobel nel 2015 dopo la cinese Youyou Tu (mentre i premi Nobel per la chimica e per la fisica sono stati assegnati a degli uomini). Svetlana è inoltre la 14esima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura. La seguente immagine riassume tutte le vincitrici dal 1901 a oggi. Tra loro, l'italiana Grazia Deledda.

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