8 Ottobre Ott 2015 1926 08 ottobre 2015

In Marocco vince il sesso

Leila Slimani si aggiudica il più prestigioso premio letterario del Paese. È una donna, è al suo esordio come scrittrice e il suo libro parla di un'ossessione erotica.

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slimani

Marocco che vieta, Marocco che premia. Dopo la censura sul film che parla delle prostitute di Marrakech, nessuno si sarebbe aspettato che a vincere il più importante premio letterario del Paese fosse una donna. Con un libro il cui tema principale è un'ossessione sessuale. Chapeu alla scrittrice e giornalista marocchina Leila Slimani e al suo Dans le jardin de l'ogre(Ed. Gallimard).

«È  UN LIBRO SULL'OSSESSIONE»
Il più prestigioso premio letterario del Marocco, il Prix La Mamounia, pari al francese Goncourt per notorietà e valore, è andato a un testo che è una celebrazione della sessualità delle donne. Sul gradino più alto del podio letterario c'è una donna che racconta la doppia vita di un'altra donna Adele, giornalista parigina e moglie attraente, ma anche scatenata mangiatrice di uomini sempre sul filo di perdere il controllo. «È un libro sull'ossessione», ha spiegato la vincitrice Leila Slimani.

UN ESORDIO DI SUCCESSO
Nata a Rabat nel 1981 da madre franco-algerina e padre marocchino di Fes, Leila Slimani parla arabo ma scrive in francese, un elemento non da poco in Marocco, dove nessuna casa editrice avrebbe forse mai osato pubblicare il suo libro d'esordio. Leila è anche una giornalista e collabora con la rivista Jeune Afrique. Dans le jardin de l'ogre è stato accolto dalla critica francese come una Madame Bovary trash ed è una sorta di esame clinico della ninfomania: la protagonista fa di tutto per dimenticare quanto la vita possa essere grigia e triste. Adele, la protagonista del testo di Slimani, è una donna di ghiaccio. Appena il marito esce di casa, non vede l'ora di tuffarsi tra le braccia di uno sconosciuto, «per toccare con le dita il vile e l'osceno, la perversione borghese e la miseria umana. Ma non tiene il conto degli amanti, non si diverte affatto, anzi: dimentica tutto, prima che può». Tutto l'opposto della scrittrice che pare una studentessa dimessa e fragile di fronte alla giuria che l'ha acclamata a La Mamounia.

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