7 Ottobre Ott 2015 1232 07 ottobre 2015

Quando l'unico limite è il cielo

Nata in uno sperduto villaggio nepalese, cresciuta come bambina soldato e ora straordinaria skyrunner. Ecco la storia di Mira Rai, che sulle vette più alte corre (e vince) massacranti maratone.

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Là dove le salite sono ripide e i sentieri sconnessi, dove il freddo è tagliente e respirare diventa difficile, in quei luoghi troverete il regno di Mira Rai. Nepalese, 24enne (forse), e, da un anno a questa parte, dominatrice dello skyrunning, lo sport che prevede la corsa di maratone in alta quota, nel cuore delle montagne. La sua storia è così appassionante che diventerà presto un film.

BAMBINA-SOLDATO
Mira Rai è cresciuta in un piccolo e sperduto villaggio del Nepal. I mezzi di trasporto? Inesistenti. Se Mira voleva andare a scuola o se la sua famiglia le chiedeva una mano per procurarsi acqua e altri generi di prima necessità, aveva solo una via davanti a sé: percorrere chilometri e chilometri a piedi. Destino comune, nel Nepal: ma Mira aveva una marcia in più. Ancora bambina, nel 2006 venne arruolata nell'esercito maoista per la sua abilità nella manutenzione delle armi e nella costruzione di rifugi. Negli anni, poi, Mira dimostrò di possedere una forza fisica e un'energia rare.

UNA RAPIDA ASCESA
Dopo l'inclusione dei maoisti nell'esercito nazionale, Mira venne tagliata fuori perché troppo giovane. Si trasferì a Kathmandu e continuò a correre. E proprio lì, spinta da alcuni amici, si iscrisse alla sua prima skymarathon. Un durissimo percorso di 50 chilometri che lei affrontò senza nemmeno l'abbigliamento adatto. Era l'unica donna a partecipare, ma arrivò fino in fondo. E gli appassionati la notarono. La sua mentore divenne Lizzy Hawker, che cominciò ad allenare Mira e a sostenerla. Da quel momento in poi, l'ascesa di Mira è diventata inarrestabile: ha polverizzato record su record e ha vinto gare su gare.

CORRERE PER LE DONNE
Oggi Mira è un'atleta affermata, pur essendo solo agli inizi della sua carriera. Ma vincere non le basta, vuole dare anche il buon esempio: così ha deciso di dare il suo sostegno al Girls Running Fund, un'iniziativa che ha l'obiettivo di aiutare le donne desiderose di intraprendere la sua stessa carriera sportiva.

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