1 Ottobre Ott 2015 1250 01 ottobre 2015

«Mi candido alla Presidenza»

Intervista a J-Ax che torna in tivù, nelle vesti di conduttore, con un nuovo programma: Sorci Verdi. Lo show si preannuncia come una sfida al politicamente corretto.

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attends the John Richmond  show during the Milan Men's Fashion Week Spring/Summer 2016 on June 21, 2015 in Milan, Italy.

«Un David Letterman sotto acido che cerca di farsi un muppet». Così J-Ax ha definito Sorci Verdi, il programma in cui per la prima volta veste i panni del conduttore. La prima puntata è prevista per lunedì 5 ottobre alle ore 23.30 su Raidue. L'esordio del rapper di Milano avviene in una trasmissione che vuole essere unlight show all'americana con musica dal vivo, a cura di una resident band capitanata da Paolo Jannacci, sketch comedy e interviste. Ecco cosa ha raccontato Alessandro Aleotti a Letteradonna.it.

DOMANDA: Si può dire che ormai ci ha presto gusto a fare tivù?
RISPOSTA: In realtà Sorci Verdi è un progetto che nasce per internet e doveva ambientarsi in uno scantinato, poi però mi è stata fatta questa proposta dall'alto e io non potevo non accettare, soprattutto dopo l'esperienza di The Voice. Devo dire che qui in Rai mi sono trovato come in una grande famiglia e ammiro il coraggio di mandare in onda un programma come questo, un po' fuori dalle regole. Ammetto che alla prima puntata ero emozionatissimo (ne abbiamo già registrate quattro), ma poi mi sono rilassato anche grazie alla professionalità di chi mi circonda.

D: Con quale principio ha selezionato gli ospiti della trasmissione?
R: Il criterio che ho usato per la scelta dei miei primi ospiti è stato quanto potevano fare paura alla Rai: da qui Maria De Filippi, che lavora a Mediaset e che da vera punk lady è venuta ancora prima di avere il permesso della sua azienda, e Marco Travaglio, che sulla tivù di Stato ha fatto chiudere ben due trasmissioni. Entrambi faranno delle dichiarazioni importanti, che finiranno sulle prime pagine dei giornali.

D: Quali sono i suoi gusti in fatto di tivù?
R: Io non ho riferimenti italiani. Amo la tivù statunitense e i light show di gente come David Letterman, Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon: a loro che mi ispiro. L'unico che seguo in Italia è E poi c'è Cattelan. Adoro poi le serie tivù: non a caso ho l'abbonamento Netflix già da cinque anni. Anche The Voice ho deciso di farlo proprio perché vedevo le edizioni americane.

D: A proposito, tornerà a fare The Voice?
R: Devo essere sincero: in questo momento non ci sto ancora pensando. Per me ora l'importante è mettere il mio puntino nella tivù italiana con Sorci Verdi.

D: Nel suo programma ci sono dei pupazzi e questo elemento farebbe pensare subito alla tivù dei ragazzi, nonostante l'orario. Se avesse un figlio gli farebbe vedere Sorci verdi?
R: Dipende dall'età di questo figlio e se è sveglio per la seconda serata. Comunque dobbiamo smetterla di ragionare con la forma mentis del politicamente corretto, che non solo ci limita, ma sta rovinando anche il dialogo sociale. Non è possibile avere paura di realizzare qualche programma o fiction lontani dagli schermi o semplicemente di dire qualcosa, perché poi magari qualche comitato, tipo quello delle mamme, è pronto a intervenire. Negli Stati Uniti non è così, il nostro problema sono le regole.

D: Lei ogni tanto fa qualche esternazione di carattere politico: si candiderebbe mai?R: Certo, il mio obiettivo è candidarmi alla Presidenza del Consiglio nel 2020. Mi piace puntare in alto!

D: Ma lei a chi farebbe vedere i sorci verdi?
R:
In realtà ne ho visti tanti io mentre lavoravo al programma, ma non sempre in senso negativo. Magari un giorno ci scriverò un libro.

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