30 Settembre Set 2015 1127 30 settembre 2015

«Sesso, la Chiesa ha troppa influenza»

Intervista a Sabrina Ferilli, protagonista insieme a Margherita Buy della commedia Io e lei, dove due donne vivono una relazione lesbo. Ecco che cosa pensa l'attrice romana dei politici e dell'omofobia.

  • ...
ITALY-ROME-CINEMA-FESTIVAL

Sabrina Ferilli come non l'avete mai vista. Passionale e innamorata di una donna che ha la faccia di Margherita Buy, opposta e a lei complementare. Le due vivono insieme, diversissime e armoniche, e si compensano, come avviene in molte coppie dell'universo mondo. Il fatto che siano due donne nulla cambia. Lo vedrete in Io e lei, diretto da Maria Sole Tognazzi, che la Ferilli ci racconta partendo dal racconto del nostro Paese.

DOMANDA: Questa è una storia di amore tra due donne raccontata come una storia d'amore e basta. Si possono vivere storie in questo modo in Italia?
RISPOSTA: Purtroppo no, l'Italia è ancora un Paese pesantemente omofobo.  Il nostro è un paese che lascia per strada tutti, anche quelli che si percepiscono come 'normali', figuriamoci i gay o i disabili o i malati. Il nostro è un paese cattolico in cui appena si sente la parola sesso cade il mondo.
D: Come se lo spiega?
R: Il sesso spesso divide, mette paura. Purtroppo l'influenza della Chiesa e del Vaticano si fa sentire ancora molto.
D: Che cosa significa fare un film del genere nell'Italia di oggi?
R: Significa fare qualcosa di rivoluzionario. Sembra strano ma è così. In Italia le coppie gay e lesbo non sono considerate affatto alla stregua di coppie normali. Noi abbiamo raccontato la quotidianità di una coppia lesbo dove una delle due donne non si considera nemmeno tale perchè viene da una vita da etero e ha avuto una famiglia e un figlio.

D: La definizione di commedia è adeguata a questo film?
R: In Italia una storia del genere non può essere considerata una storia come tante e, quindi, neanche il film che la racconta può essere una commedia e basta. Certo, abbiamo solo fatto un film, non possiamo prenderci il merito di aver fatto chissà cosa. Io da 21 anni faccio questo mestiere e ho sempre cercato di stare attenta a ciò che accade in questo paese. Ho fatto le mie battaglie sempre a tutela di qualcosa. Questo è solo un film ma io mi sento impegnata come per una battaglia.
D: Che cosa pensa dei nostri politici, che non riescono a partorire una legge sulle coppie gay?
R: I politici fanno ciò che conviene loro e non ciò che conviene alla gente. La nostra classe politica è soporifera, lontana dalla gente. Pensa solo a far sopravvivere se stessa. Ma oggi abbiamo un governo di sinistra, laico, e quindi è il momento giusto per portare avanti certe battaglie come quella che accomuna le coppie etero e gay. La società civile è più emancipata della politica. Facciamoci sentire e non smettiamo di controllare i nostri politici.

D: Che cosa è, per lei, la diversità ?
R: Non certo qualcosa che ha a che vedere col sesso. È qualcosa che riguarda tutti. Ognuno di noi è diverso come persona, come individuo e non somiglia a nessun altro. E questo non dipende dal fatto che vada a letto con uomini o con donne. Tutti siamo normali e anormali insieme. La diversità che io considero come discriminante sta nella qualità delle persone, nell'essere persone pulite e perbene e che rispettano gli altri.
D: Ha mai avuto rapporti con donne?
R: No, mai, ma non certo per pregiudizi. Proprio perché non sono mai stata attratta da donne.
D: E quando le hanno proposto il ruolo che cosa ha pensato?
R: Che film del genere fanno sempre scattare polemiche  ma io ho sempre detto la mia e non ne ho paura, per cui non mi traumatizzava di certo fare un film sull'omosessualità. Anzi mi fa solo piacere poter trattare e sensibilizzare su un tema del genere proprio perché in un paese in cui ben vengano temi e film come questi.
D: Che cosa è secondo lei l'ignoranza?
R: Non solo la mancanza di cultura ma soprattutto l'aver paura perché non si conosce. Ecco, questo è un film che non mette paura. Quando l'ho visto, alla fine mi son commossa perché mi ha messo addosso moltissima responsabilità. Il suo valore sta nel non dividere, nell'accomunare questa coppia a tutte le altre che si amano senza dare fastidio a nessun elemento della società. L'ignoranza si batte anche con storie del genere, che non sono storie di bandiera proprio perché raccontate dagli etero.

D: Ma lei frequenta la rete? Percepisce questa paura della diversità?
R: Io non amo molto Internet e la rete ma la frequento un po' proprio per capire. Utilizzando un nickname giro, leggo, entro nei forum.
D: E che cos'ha scoperto?
R: Mi sono accorta che spesso, partendo dai discorsi sull'amore omosessuale si arriva in un lampo alla pedofilia. Una vera mostruosità, come se l'amore omosessuale fosse tra i desideri da contenere e bloccare al pari di quelli legati alla pedofilia. Questa è ignoranza.
D: Che parere si è fatta dei social?
R: Nei social, spesso, per difendere anche cose giuste, si arriva agli eccessi. Che io non amo. Mai. Così come non ho mai amato gli estremismi degli omosessuali non amo quelli del femminismo. Sono una donna emancipata che si è fatta da sola e non posso condividere chi dice che le donne sono superiori agli uomini. Io credo solo nell'eguaglianza!
D: Ma, invece, quanto è diversa Sabrina Ferilli da Margherita Buy?
R: Moltissimo. L'unica cosa che ci accomuna è che amiamo il nostro lavoro e siamo persone sempre molto concentrate sul set. Per il resto, siamo così diverse da essere un perfetto esempio di compensazione tra le nostre tante insicurezze.
D: Per lei chi è Margherita?
R: Per me Margherita è la migliore attrice italiana, un perfetto connubio di talento e tecnica, con una capacità felina di stare davanti alla cinepresa. È davvero incredibile l'armonia che si è instaurata tra di noi sul set. Siamo due psicotiche, ma su cose diverse.
D: Ad esempio?
R: Io esco da casa munita di ogni medicina, ma non sto mai male. Lei sta sempre male (anche se spesso è un male immaginario), ma non ha una singola compressa nella borsa. Così gliele fornivo io. Poi, a me difficilmente viene fame ma ho sempre tutto dietro, in borsa, dal salato al dolce; lei, invece, mangia come una pazza ma non si porta mai nulla. Anche lì, per evitare ruggiti di stomaco mentre giravamo, la rifornivo io.
D: Il film è una storia d'amore senza età perché suggerisce che l'amore può riguardare tutto e tutti. Lei che rapporto ha col tempo e con gli anni che passano?
R: Preferirei non dover rispondere mai a queste domande. Diciamo che io, così come tante donne, non invecchio: maturo. Il vino è buono quando è ben invecchiato, e la stessa cosa vale anche per la stagionatura del formaggio. In questo mondo naturale ci siamo anche noi donne. A patto di essere consapevoli del fatto che tutti e tutte maturiamo, ovviamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso