15 Settembre Set 2015 1610 15 settembre 2015

«Lamberto? Non potrà più fare il giornalista»

L'onorevole del Pd Anzaldi chiede in una nota che il contenzioso tra Rai e Sposini per il risarcimento al giornalista non finisca a carte bollate. L'ex compagna: «Commossa e grata».

  • ...
PREMIO STREGA

«La Rai dovrebbe evitare che il suo rapporto con un volto simbolo del giornalismo televisivo degli ultimi venti anni, come Lamberto Sposini, si concluda con le carte bollate». Lo scrive il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in una lettera inviata ai componenti del Consiglio di amministrazione Rai sulla vicenda Sposini che, secondo il parlamentare dem, «non sembra fare onore al servizio pubblico, la ricca Rai purtroppo nota spesso soprattutto per sprechi e super stipendi, e in generale all'intero mondo del lavoro».


IL MALORE NEL 2001 PRIMA DI ANDARE IN ONDA
Sabina Donadio
, ex compagna del giornalista e madre di una delle sue figlie, ha espresso in una nota «grande commozione e gratitudine per le parole dell'onorevole Anzaldi», che ha chiesto che non finisca «a carte bollate» il contenzioso giudiziario in corso tra Rai e Sposini per il risarcimento del danno subito dal giornalista in conseguenza del grave malore subito nel 2011 nella sede di via Teulada poco prima della messa in onda del programma La vita in diretta. «Insieme ai propri avvocati Raffaella Fortunato e Marcello Di Capua» - si legge nella nota - Sabina Donadio «conferma che Lamberto Sposini non potrà mai più svolgere il suo lavoro, che era la sua unica ragione di vita oltre ai suoi cari, e il pensiero va ogni giorno, inevitabilmente, a quanto accadde al momento del malore ed alla carenza di un adeguato soccorso».

«LA RAI? GODE DI COPERTURE ASSICURATIVE PAGATE CON DENARO PUBBLICO»
L'ex compagna del giornalista, insieme ai suoi legali ha anche precisato «che si è ritenuto di non dover mai rispondere ai numerosi attacchi di chi ha contestato la richiesta di risarcimento e la quantificazione del danno patito, pur non conoscendo né i fatti né i danni, per pudore e rispetto di Lamberto. È giunto però il momento di precisare» - prosegue la donna -«anche in relazione ai più recenti comunicati di parte della famiglia, che ha recentemente ritenuto di dissociarsi pubblicamente dall'azione giudiziaria, che la quantificazione del danno patito venne calcolata su richiesta dell'allora amministratore di sostegno di Lamberto e con l'ausilio di un professionista (che oggi curiosamente si dissociano dall'azione) sulla base di criteri meramente oggettivi. È altrettanto opportuno precisare, solo per rispetto ed amore verso il pubblico di Lamberto, che non lo ha mai abbandonato nemmeno nel momento della malattia - dice ancora Sabina Donadio - che Rai gode delle più ampie coperture assicurative, pagate quelle sì con il denaro pubblico, e che pertanto il danno non lo pagherebbero gli abbonati Rai. «Sabina Donadio con i suoi avvocati, pertanto - conclude la nota - accoglie e fa suo l'invito dell'On. Anzaldi alla Rai, affinché questa vicenda si componga nei modi e con lo stile che sono sempre stati la cifra di Lamberto, e lo sono tuttora».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso