11 Settembre Set 2015 1107 11 settembre 2015

Aylan, morto per colpa del padre?

Una donna accusa il genitore del bambino il cui cadavere fotografato sulle spiagge della Turchia ha commosso il mondo: «Era lui lo scafista».

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TURKEY-GREECE-EUROPE-MIGRANTS

La foto del suo corpo adagiato senza vita sulla battigia ha commosso il mondo e, soprattutto, smosso le coscienze dell'Europa. Non passa giorno senza che la sua storia si arricchisca di nuovi tasselli. Ma adesso, sulla morte di Aylan si allunga un'ombra inquietante. In un'intervista rilasciata a una tv araba, una donna ha puntato il dito contro il padre del piccolo: «Era lui lo scafista».

LE ACCUSE
La donna che ha lanciato l'accusa contro Abdullah Kurdi ha tre figli e, insieme a loro e al marito, sostiene di aver viaggiato sulla stessa imbarcazione di Aylan. Mentre Abdullah ha sempre sostenuto che il barcone si era capovolto in seguito all'agitazione venutasi a creare a bordo tra i passeggeri, la donna racconta che la situazione è precipitata quando hanno cominciato a imbarcare acqua. Secondo la donna, il marito aveva chiesto ad Abdullah di rallentare per scongiurare l'affondamento, senza però che la sua richiesta venisse accolta. Il repentino ritorno in Siria di Abdullah, d'altro canto, non ha fatto altro che alimentare i sospetti sulla sua condotta e sulle sue responsabilità.

L'ALTRA VERSIONE
A favore del padre di Aylan, però, potrebbe esserci la testimonianza di un'altra donna che ha descritto il capitano come ubriaco, senza però associarlo alla persona di Abdullah. Quest'ultimo, inoltre, aveva giò spiegato di essersi messo al timone dopo che lo scafista, intimorito dalle onde, si era tuffato dalla barca abbandonando i passeggeri al loro destino.

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