8 Settembre Set 2015 1333 08 settembre 2015

Se questa è Buona Scuola

Giovanni Scattone, condannato per l'omicidio di Marta Russo nel 2003, non fu interdetto dall'insegnamento. Ora, diventato di ruolo, insegnerà Psicologia in un professionale di Roma. La madre della studentessa: «Impensabile».

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marta russo

Venne condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione per l'omicidio di Marta Russo, e ora insegnerà Psicologia ai ragazzi di una scuola superiore della Capitale.
Giovanni Scattone è uno dei docenti precari diventati di ruolo grazie alle assunzioni della Buona Scuola di Matteo Renzi: nel 2012 aveva superato il concorso classificandosi decimo nell'Ufficio Scolastico del Lazio. Scontata la condanna, la Suprema Corte stabilì di non applicare la pena accessoria di interdizione all'insegnamento. Così oggi, come riporta Il Corriere della Sera, Scattone ha ottenuto una cattedra all'Istituto professionale Luigi Einaudi di Roma, dove andrà a insegnare Storia della filosofia, Psicologia e Scienza dell'Educazione.
Cattedra che sta sollevando una bufera di polemiche.

L'OMICIDIO DI MARTA
Aveva 22 anni e studiava Giurisprudenza alla Sapienza di Roma Marta Russo, quando il 14 maggio 1997 venne raggiunta da un colpo di pistola alla testa sparato dall’aula 6 del secondo piano dell'università mentre lei e una compagna di corso attraversavano un vialetto fuori dallo stabile. Dopo cinque giorni di agonia in ospedale, Marta morì.
Per il suo omicidio furono condannati Francesco Scattone e Salvatore Ferraro, entrambi assistenti universitari, il primo a cinque anni e quattro mesi, il secondo a quattro anni di reclusione.

IL DOLORE DELLA MADRE: «RESTIAMO SCONVOLTI»
Non nasconde il suo dolore Aureliana, la madre di Marta: «È assurdo che Giovanni Scattone continui ad insegnare», dice commentando la notizia. «Non è la prima volta, e ancora restiamo sconvolti. Non si può pensare che una persona del genere, che non ha neanche mai chiesto perdono, possa fare l'educatore. Tra l'altro con un posto fisso».
Già nel 2011 la notizia della supplenza di Scattone nel liceo scientifico Cavour - lo stesso che era stato frequentato da Marta Russo - aveva scatenato una bufera di polemiche. L'ex assistente universitario lasciò poi il posto proprio in seguito al clamore mediatico suscitato dalla sua presenza nell'istituto.

LA RABBIA DI UNA DOCENTE: «È UN PARADOSSO»
«Che io, a più di 50 anni, debba ogni mattina andare fuori Roma per insegnare perché sorpassata da Giovanni Scattone lo trovo un paradosso», ha protestato un'altra neo assunta al Corriere della Sera. «Ciò stride con l'idea della Buona Scuola che ci era stata promessa e con la mia identità di cittadina da sempre obbediente alle leggi». «Per me», ha aggiunto la professoressa, «ha il sapore di una beffa sapere che sarà proprio lui, condannato per l'omicidio colposo di una ragazza, a insegnare ai ragazzi la psicologia, cioè il meccanismo delle emozioni e dell'emotività».

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