8 Settembre Set 2015 0933 08 settembre 2015

Lesbica non è un insulto

Quattro ragazze di Torino hanno prestato il loro corpo per il foto-progetto di Marina Marongiu. L'obiettivo? Sfatare i tanti luoghi comuni che circondano le donne omosessuali.

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Perché non cercare di abbattere i pregiudizi a colpi di frasi dipinte su corpi nudi? La fotografa Marina Marongiu non solo si è posta la domanda. Si è anche data una risposta. Lesbica non è un insulto è il suo progetto, provocatorio e intelligente, che esalta la bellezza femminile delle ragazze omosessuali.

QUATTRO RAGAZZE TORINESI
All'origine del termine lesbica, che ancora oggi viene spesso usato con un'accezione negativa, c'era lei, la poetessa Saffo. Viveva sull'isola di Lesbo e scriveva rime sulla bellezza e l'eros femminile. A quell'esaltazione delle donne si ispira il foto-progetto di Marina Marongiu che ha chiesto a quattro ragazze di Torino di posare per lei per combattere i pregiudizi legati all'omosessualità femminile. Fabiana Lassandro, Dunja Lavecchia, Morena Terranova e Letizia Salerno sono le protagoniste di Lesbica non è un insulto, un modo creativo e potente di sfatare i pregiudizi sulle donne che amano le donne.

CORPI NUDI COME RISPOSTE
Le domande che spesso le lesbiche si sentono rivolgere sono un concentrato di luoghi comuni. «Sei lesbica davvero o solo per un periodo? Chi di voi due è l'uomo, chi la donna? Chi tra voi due si taglierà i capelli corti? Quante fidanzate hai rubato a tuo fratello?» Marina e le sue modelle hanno scelto di rispondere con immagini forti e scritte provocatorie su corpi nudi per cercare di dire basta all'imbarazzo che circonda qualsiasi discussione sul tema lesbiche.«Abbiamo cercato di ripetere più volte la parola lesbica», ha spiegato la fotografa autrice del progetto «un termine molto controverso nel nostro Paese, spesso discriminato dalle lesbiche stesse, pur essendo l'unico esistente per rappresentare una donna omosessuale, con l’ulteriore obiettivo di rivalutarla e portarla nell'uso comune. In Italia lesbica a volte è un insulto e a volte non lo è, ma in entrambi i casi è una parola che non si dice mai».

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