7 Settembre Set 2015 1709 07 settembre 2015

Zero in pagella, insegnanti corrotti?

Mariam Malak ha sempre avuto il massimo dei voti, ma agli ultimi esami le è stato dato il giudizio più basso in assoluto. Per la famiglia è un caso di corruzione. Ora tutto l'Egitto fa il tifo per lei.

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Era tra le migliori, ma a qualcuno, evidentemente, la sua superiorità non andava giù. Così Mariam Malak, studentessa egiziana, dopo due annate scolastiche portate al termine con il massimo dei voti (98 su 100), si è ritrovata, all'improvviso e senza alcuna spiegazione, con il voto più basso in assoluto in ben sette esami su sette: zero. E quando l'ha scoperto, è svenuta.

SOGNI AZZERATI
Mariam aveva puntato tutto sull'istruzione, aveva creduto che potesse essere un mezzo per conquistare la propria indipendenza e realizzare il suo più grande sogno: iscriversi alla facoltà di medicina. Ma quegli zeri, così assurdi, così inaspettati, avevano praticamente annientato la possibilità di entrare all'università, aggiudicandosi uno dei pochi posti disponibili. Com'era possibile che una studentessa modello come lei avesse potuto registrare un tracollo simile nel rendimento scolastico? La risposta era semplice, ma ben pochi erano disposti a confessarla: corruzione.

IL MINISTERO NEGA
I famigliari di Mariam sostengono che qualcuno nella commisione d'esame abbia scambiato i suoi fogli con quelli di un altro studente. Una possibilità smentita con decisione dal Ministero dell'Istruzione, secondo cui una perizia calligrafica dimostrerebbe che le disastrose prove d'esame sono state compilate proprio dalla mano di Mariam. Che, però, non vuole cedere, e si è sottoposta a un test in diretta televisiva per dimostrare che quella grafia non è la sua.

LA GENTE STA CON MARIAM
Sui social network è nato un vero e proprio movimento a favore di Mariam: crowdfunding per finanziarle gli studi, gruppi su Facebook, hashtag. La corruzione nel sistema scolastico egiziano è infatti all'ordine del giorno, e probabilmente sono in molti ad averne fatto le spese. Spintarelle, mazzette, aiutini: tutto per favorire i figli di quelle persone che fanno parte delle classi sociali più agiate o che comunque possono vantare le amicizie giuste. A discapito di quegli studenti che, dopo mesi trascorsi sui libri, si ritrovano una valutazione scadente perché non possono permettersi di essere più bravi dei figli di ufficiali, ad esempio.

INTERVIENE IL PRIMO MINISTRO
La battaglia di Mariam, che è diventata un vero e proprio caso nazionale, ha coinvolto in prima persona anche il Ministro dell'Istruzione, che ha minacciato di denunciare la studentessa. Minaccia davvero azzardata, che non ha fatto altro che alimentare le proteste di tutti gli egiziani. Ed ecco così che il soprannome di Mariam, «studentessa zero», è stato subito riadattato al «ministro zero». Per dirimere la questione è dovuto intervenire il primo ministro Ibrahim Mahlab, che ha predisposto un nuovo esame calligrafico da eseguire sotto lo sguardo vigile di una commissione d'inchiesta indipendente.

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