7 Settembre Set 2015 1733 07 settembre 2015

Da Milano a Budapest per i migranti

Di fronte all'emergenza profughi che sta colpendo l'Europa Valeria Verdolini e Marco Aliverti hanno deciso di agire in prima persona. Perché «commuoversi non basta più».

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Un resoconto via Twitter e Instagram per raccontare il viaggio dall'Italia all'Ungheria e ritorno. Valeria Verdolini e Marco Aliverti hanno scelto di dedicare ai migranti i loro ultimi giorni di vacanza. Così sabato 5 settembre si sono messi in macchina. Destinazione Vienna.


«ERAVAMO LA MACCHINA 131»
Quando Che-Fare, blog con il quale collabora, le ha chiesto di scrivere dell'emergenza profughiValeria Verdurini, ricercatrice di sociologia all'università Statale di Milano,  ha pensato che fosse meglio andare sul posto. Così insieme al suo compagno Marco Aliverti è partita per Vienna, dove altre persone si erano date appuntamento al Prater per offrire un passaggio ai tanti migranti in cammino verso l'Austria e la Germania. Intervistata al telefono dal Corriere della Sera, Valeria ha fatto sapere che in totale c'erano 140 macchine. «Eravamo la macchina 131. La polizia austriaca ci ha aiutati nel far partire il convoglio, perché 140 auto che procedono nella stessa direzione creano una bella fila».

«È UNA SITUAZIONE COMPLESSA DA GESTIRE»
Al confine con l'Ungheria lacolonna di auto è passata senza particolari controlli da parte delle forze dell'ordine.  Alcune macchine del convoglio si sono fermate lungo la strada per far salire alcuni migranti che procedevano a piedi vicino all'autostrada. Loro hanno proseguito fino alla stazione di Budapest. «È impossibile non vedere quello che sta accadendo nella capitale ungherese. Di fronte all'ingresso della metropolitana è stato istituito un punto di primo soccorso per distribuire cibo, medicinali e pannolini per bambini», ha raccontato Valeria al Corriere della Sera. «La situazione al confine con la Serbia è molto complessa. Ci sono più di 3 mila persone in attesa di entrare in Ungheria». Nel frattempo però Valeria e Marco sono riusciti a portare, sul sedile posteriore della loro auto, tre giovani migranti fino al centro di accoglienza della Croce Rossa di Vienna, dove sono stati messi a loro disposizione anche dei treni per dormire perché i posti letti erano finiti.

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