3 Settembre Set 2015 1326 03 settembre 2015

Il ritorno di Rebekah la rossa

Rebekah Brooks, dopo lo scandalo intercettazioni Tabloidgate del 2011, è di nuovo amministratore delegato in News Corp, la holding dei media di Rupert Murdoch.

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Rebekah And Charles Brooks Make Statement After Being Acquitted Of Phone Hacking

Rebekah 'la rossa' Brooks torna a sorpresa in News Corp, la holding dei media di Rupert Murdoch.
A poco più di un anno dalla sua assoluzione per lo scandalo intercettazioni, sale di nuovo ai vertici della società di Murdoch e andrà così a occupare di nuovo l'incarico di amministratore delegato di News Uk - che include Sun, Times e Sunday Times -  lo stesso lasciato nel 2011 all'inizio dello scandalo Tabloidgate, dal quale era uscita assolta.
Brooks si è detta «molto felice» per il ritorno dopo le clamorose dimissioni.
Ma un po' tutto il gruppo editoriale britannico ha subito cambiamenti: David Dinsmore lascia la direzione del Sun e assume l'incarico di direttore operativo. Al suo posto va Tony Gallagher, già direttore del Daily Telegraph.
LA PRIMA DONNA A DIRIGERE IL SUN
Rebekah, classe 1968, due matrimoni e una carriera vertiginosa alle spalle - iniziò come segretaria- fu la più giovane direttrice di un quotidiano nazionale britannico quando diresse News of the World dal 2000 al 2003, nonchè la prima donna a dirigere il quotidiano The Sun dal 2003 al 2009.

ARRESTATA NEL 2011, POI ASSOLTA
Dal 2009 al 2011, invece, fu a capo di News International, da cui il 15 luglio 2011 rassegnò le dimissioni da amministratore delegato a seguito del Tabloigate: alla pupilla di Murdoch, che la considerava «come una figlia», veniva imputato di aver tentato di nascondere il fatto che lei e altri dirigenti della holding fossero a conoscenza di alcune intercettazioni e di aver mentito nelle testimonianze rese alla polizia e alla commissione d'inchiesta». Il 17 luglio 2011 venne arrestata con l'accusa di aver cospirato per intercettare illegalmente comunicazioni telefoniche. Tre anni dopo, il 24 giugno 2014, venne assolta da ogni accusa. Ma il clamoroso ritorno ai vertici del prestigioso gruppo editoriale ora fa discutere.

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