1 Settembre Set 2015 1300 01 settembre 2015

Sindaco via WhatsApp

Lidiane Leite, dopo aver vinto le elezioni comunali nel 2012, ha governato Bom Jardim in Brasile tramite il cellulare. Da inizio 2015 è latitante con l'accusa di corruzione e appropriazione indebita di soldi pubblici.

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Politici assenteisti? Non accade solo in Italia. Dall'altra parte del mondo, in Brasile, le decisioni su come governare si prendono su WhatsApp. A dare il via è stata Lidiane Leite, la bella sindaco 25enne di Bom Jardim, che invece di risiedere nel piccolo e disagiato centro dello stato di Permambuco ha scelto di vivere nella ricca Sao Luis sulla costa tra Belem e Fortaleza. A più di 270 chilometri di distanza.

DAI SOCIAL NETWORK ALL'ACCUSA DI CORRUZIONE
La giovane politica nel 2012 si era aggiudicata la vittoria alle elezioni comunali dopo che il fidanzato - ora ex marito - era stato costretto a ritirarsi dalla corsa con l'accusa di corruzione. La popolarità guadagnata è sparita in fretta però, non appena sono comparse sui profili social le foto delle feste e gli eventi mondani cui la sindaco partecipava. Tante immagini di lusso e ricchezza in netto contrasto con la povertà di Bom Jardim che hanno suscitato polemiche e dato avvio a un'indagine della polizia. In breve tempo la giovane ragazza ha subito lo stesso destino dell'ex. A inizio 2015 Lidiane, che ha cambiato il cognome in Rocha, è stata costretta a dimettersi dalla carica con l'accusa di aver sottratto per fini personali i soldi destinati alle mense scolastiche della città. La sua linea difensiva preferisce parlare di «irregolarità dovute all'inesperienza che a una volontà criminale». Intanto la bella sindaco si è data alla fuga. Per gli investigatori è latitante da mesi.

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