31 Agosto Ago 2015 1054 31 agosto 2015

«Se ti stuprano la colpa è anche tua»

Dichiarazioni choc della rocker Chrissie Hynde che racconta al Sunday Times una violenza subita a 20 anni. «Le vittime sono responsabili: se mi vesto sexy e provocante, attraggo uomini aggressivi. È solo buonsenso».

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chrissie

Le vittime di stupro «hanno una propria responsabilità».
Ad affermarlo è la cantante statunitense Chrissie Hynde, leader dei Pretenders, finita in una tempesta di critiche dopo aver raccontato al Sunday Times una sua esperienza passata, rivolgendosi a tutte le donne.
La rocker, ora 63enne, ha spiegato dice di essersi sentita responsabile per aver subito una violenza di gruppo da parte di una gang di motociclisti quando aveva 21 anni. Le avevano detto che l'avrebbero portata a una festa, mentre Chrissie si è ritrovata in una casa vuota. «Con quella gente non si scherza, è quello che fanno, sono una gang. Sono stata ingenua».

«SE MI VESTO PROVOCANTE ATTRAGGO UOMINI AGGRESSIVI»
La cantante, però, si è spinta oltre, non limitandosi solo alla propria sfortunata esperienza di ragazza. «Se cammino per strada mezza nuda e sono ubriaca, di chi è la colpa? Per favore. Se giro vestita in maniera sobria, mi faccio gli affari miei e qualcuno mi aggredisce, allora direi che è colpa sua. Ma se sono provocante, sexy, allora probabilmente attrarrò qualcuno che di per sé è già aggressivo. È solo buonsenso. Se non vuoi attirare stupratori, non metterti i tacchi alti, perché non ti permetterebbero di scappare da lui». E ancora: «Se indossi qualcosa che dice ‘vieni qui e scopami’, allora sii pronta a correre…Non mi pare di dire niente di controverso’».

LE  ASSOCIAZIONI: «LA RESPONSABILITÀ È SEMPRE DI CHI AGGREDISCE»
Come era prevedibile, le sue dichiarazioni sono state duramente condannate in Inghilterra. L’associazione Victim Support ha ribadito che le vittime «non devono mai darsi la colpa per aver subito una violenza. La responsabilità è sempre di chi aggredisce, non si può dipingere così chi è vittima, anche perché li scoraggia dal denunciare alle autorità o rivolgersi alle associazioni del settore».
La rocker, proprio in questo periodo, ha una biografia in uscita. Un triste modo di farsi pubblicità? Speriamo.

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