21 Agosto Ago 2015 1740 21 agosto 2015

«Basta pregiudizi sul ciclo»

Kiran Gandhi, la ragazza che ha corso la maratona di Londra con le mestruazioni senza indossare l'assorbente, punta il dito contro le società, come quella indiana, che considerano il tema un tabù.

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«Ho scritto questo pezzo per parlare della mia partecipazione alla maratona di Londra, che ha destato tantissime attenzioni in tutto il mondo». Inizia così il lungo articolo scritto da Kiran Gandhi, la ragazza indiana che ha corso per 42,1 chilometri senza assorbente nonostante il ciclo mestruale, e pubblicato sull'Huffington Post.

DIBATTITO COSTRUTTIVO
Dopo l'impresa della ragazza, giunta all'arrivo con una vistosa macchia rossastra all'altezza del cavallo dei pantaloni, il mondo si è interrogato sulle reali motivazioni che l'hanno spinta a correre. «Il dibattito globale che è seguito nelle ultime settimane, ha dimostrato quanti pregiudizi ci siano ancora sul ciclo mestruale», ha scritto. Secondo l'atleta indiana il vero problema risiede nell'incapacità delle persone di affrontare il tema delle mestruazioni, nascondendo dietro un velo di pudore una condizione normale per tutto il genere femminile.

IL CASO DELL'INDIA
«Provate a pensare in che modo, nei Paesi in via di sviluppo, le donne siano obbligate alla segretezza, al tabù riguardo le mestruazioni», ha proseguito. Kiran ha anche voluto sottolineare come la cultura indiana imponga alle donne di nascondere il flusso mestruale. Ma la situazione nello Stato da dove arriva la ragazza è più drammatica di quanto si pensi. Oltre ai prezzi proibitivi degli assorbenti (in India vengono usate delle pezze di stoffa), non esistono spazi adeguati dove le donne si possono cambiare e pulire. A scuola come a lavoro, nelle città come nelle campagne.

COME FOSSE UNA MALATTIA
«In India, il 10% delle ragazze vede le mestruazioni come una malattia. Secondo uno studio condotto da A.C. Nielsen e Plan International, circa il 23% delle ragazze lascia la scuola una volta raggiunta la pubertà», prosegue la maratoneta. Ma anche le scarse condizioni igieniche delle sue connazionali spaventano la giovane. Secondo la piattaforma online Menstrual Hygian Day, infatti, oltre la metà delle donne indiane ricorre a dei pezzi di tessuto sporchi per assorbire il flusso. La carenza di igiene, secondo il sito, potrebbe influire negativamente sulle loro capacità riproduttive. Una situazione che colpisce circa il 70% degli abitanti del Paese.

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