20 Agosto Ago 2015 1144 20 agosto 2015

«Sono la moglie di Gesù»

La 38enne Jessica Hayes ha sposato il figlio di Dio. Dopo il «sì» è diventata una delle 230 vergini consacrate presenti ancora oggi negli Stati Uniti d’America. In Italia sono più di 500.

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Ha aspetto quasi i 40 anni per sposarsi. Ma il marito scelto da Jessica Hayes non è proprio il primo che passa. Si tratta infatti di Gesù Cristo. Il 15 agosto la professoressa di teologia di una scuola superiore si è infatti unita in matrimonio con il figlio di Dio nella cattedrale di Fort Wayne, città dello Stato dell’Indiana dove la donna risiede e lavora. All'altare, ovviamente, era presente soltanto la sposa, vestita con il classico abito bianco e un velo rifinito di pizzo, la cui scelta, secondo la donna, è stata la cosa più difficile da fare nei giorni precedenti alla cerimonia. Dopo il «sì» è diventata una delle 230 vergini consacrate presenti ancora oggi negli Stati Uniti d’America. In Italia, invece, secondo i dati raccolti nel 2013, sono più di 500 e circa 450 in formazione.

NON È UNA SUORA
Nel dizionario della liturgia il rito in questione si chiama consacrazione matrimoniale a Gesù Cristo e rappresenta l’unione sponsale, il legame profondo, dell’anima della vergine con Cristo. Le vergini consacrate, però, a differenze delle suore non emettono voti specifici, non hanno alcun abito o segno esteriore che le distingua e il loro superiore è il vescovo che ha celebrato pubblicamente la loro consacrazione. Le donne che scelgono di appartenere all’Ordo virginum si impegnano a vivere nella verginità per sempre. Per questo non devono mai essere state sposate, né aver praticato in passato una vita contraria alla castità. Per il resto, la loro esistenza è molto simile alla vita quotidiana della maggior parte delle persone comuni e in tal senso queste donne si mantengono con il loro lavoro, non necessariamente svolto in ambito ecclesiale. Jessica, per esempio, ha deciso di continuare a insegnare.

ALL'ALTARE DOPO UN LUNGO CAMMINO SPIRITUALE
La 38enne ha raccontato di essere arrivata al matrimonio con Gesù Cristo dopo un lungo cammino spirituale fatto di preghiera, vocazione, obbedienza al Vangelo e amore per il suo futuro sposo. La professoressa non ha, inoltre, nascosto la sua gioia per i molti curiosi venuti ad assistere alla sua unione: «Sono molto felice di aver avuto così tanti testimoni durante il mio matrimonio, spero davvero che quest’esperienza che molti non conoscono possa aprirsi nelle preghiere di altre persone, chiamate come me dal Signore».

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