20 Agosto Ago 2015 1613 20 agosto 2015

Ha il 70% del corpo coperto dai nei

Ciera Swaringen ha 19 anni ed è nata con una malattia rarissima alla pelle: il nevo melanocitico congenito gigante. Ma ha imparato ad accettarsi.

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Cattura

Ciera Swaringen ha 19 anni, vive a Rockwell in North Carolina ed è nata con una rarissima malattia della pelle: il nevo melanocitico congenito gigante. La patologia porta ad alterazioni cutanee localizzate, congenite o acquisite, costituite da cellule neviche che derivano dai melanociti (producono melanina). Nella maggior parte dei casi appaiono come macchie della pelle di colore variabile dal marrone chiaro al nero, dal rosso al roseo. Questi nevi possono essere piani o sopraelevati. Le macchie non smettono mai di aumentare e per questo motivo non possono essere rimosse.

INFANZIA DIFFICILE
La malattia, che colpisce una persona ogni 500 mila, non ha reso facile la vita a Ciera. «Ricordo che, prima di iniziare la scuola, mia madre mi ha detto che queste macchie erano baci degli angeli. Mio padre, invece, è sempre stato pronto a difendermi quando qualcuno diceva qualcosa di brutto su di me», ha spiegato la 19enne in un'intervista al Daily Mail. Nonostante il suo corpo sia ricoperto per circa il 70% da nei, più o meno grandi, con il tempo la giovane è riuscita ad accettare il suo problema. «Finalmente sono abbastanza sicura di me stessa da mostrare la mia malattia», ha proseguito. «Sono nata diversa rispetto agli altri e le persone non perdono occasione per ricordarmelo spesso. Ma sono nata differente per una ragione. Ora è tempo di accettarlo», ha spiegato fiera.

GRANDE AUTOSTIMA
Ciera vive in una comunità molto ristretta che conta solo 600 persone. Negli anni, gli abitanti si sono abituati a vedere la 'strana ragazza dei nei' per le strade di Rockwell. Ben diverso da quello che accade quando la 19enne varca i confini del suo piccolo mondo. «Quando esco fuori dal mio paese non è facile. Di solito sono i ragazzi a commentare quando mi vedono. Mi dicono: 'Sembri sporca, lavati'. Ma io sono orgogliosa di essere diversa e credo che, alla fine, tutti abbiamo qualcosa di particolare che ci caratterizza», ha proseguito. Ma ogni insulto, ogni presa in giro hanno unicamente aumentato l'autostima di Ciera. «Una volta un ragazzo ha cominciato a scherzare con me chiamandomi 'cane chiazzato', ma non ha fatto altro che aumentare la considerazione che ho di me. Con il tempo ho imparato a spazzare via i commenti negativi», ha confermato la giovane.

UN SITO AMICO
Ciera ha trovato un conforto anche nell'associazione Nevus Outreach. Sul sito, scoperto durante una ricerca scolastica sulla sua malattia, la giovane ha trovato storie e consigli di persone affette dalla sua stessa patologia. «Scoprire questo gruppo mi ha aiutato a capire che non sono sola. È stata una boccata d'ossigeno», ha concluso.

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