11 Agosto Ago 2015 1653 11 agosto 2015

Ritratti di abortiste

Per mantenersi, ma anche per diventare ricche. Un libro tratteggia le figure delle più efferate abortiste australiane. Scoprile nella gallery.

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Alma Smith, lavandaia e madre di otto figli, diventò la persona di riferimento per l'interruzione di gravidanza della sua città, Tamworth, negli anni '20. Carriera che finì a 34 anni,quando Smith venne incarcerata per la morte di una ragazza.

© NSW Police Forensic Photography Archive/Justice and Police Museum, HHT of NSW

Usata fin dall'antichità come pratica di controllo delle nascite e 'estrema soluzione' per le gravidanze indesiderate, la pratica dell'aborto è sempre stata controversa. Praticato sia nell'antica Grecia che presso i romani senza divieti, nell'età moderna viene legalizzato in Russia e nei Paesi nazionalsocialisti all'inizio del secolo scorso, mentre bisogna aspettare la fine della seconda guerra mondiale  perché avvenga lo stesso negli altri Paesi: in particolare il  1957 per la Cina, il 1968 per L'Inghilterra, il 1973 per l'America, addirittura il 2002 per L'Australia. In Italia bisogna aspettare il 1975 e il referendum sulla legge 194. Sta di fatto che anche prima della sua legalizzazione, l'aborto non è mai stata abbandonato, solo reso più pericoloso dalla sua pratica clandestina.

PER DIVENTARE RICCHISSIME I PER MANTENERE LA FAMIGLIA
l rischi per chi lo praticava o accettava di subirlo erano enormi e andavano dai rischi per la salute, all'incarcerazione fino ai lavori forzati e alla pena di morte. Nel libro Long Bay di Eleanor Limprecht vengono tratteggiate le figure delle più famose donne che praticavano l'aborto clandestino a Sydney. Edith Ashton era la più nota abortista della città: fotografata a 37 anni nella sua casa e diventata ricchissima proprio grazie alla pratica e incarcerata proprio nella prigione cittadina di Long Bay nel 1929 dopo che una giovane donna a cui aveva praticato l'interruzione di gravidanza morì avvelenata. Poi 'l'angelo della morte' Janet Wright, specializzata in ragazze molto giovani che spesso finivano poi in ospedale a vita a causa delle sue 'cure'. C'era poi chi si era trovata di fronte a una scelta 'obbligata' come Alma Henrietta Agnes Smith, che si convertì alla pratica per provvedere alla sua famiglia e agli otto figli. Scopro tutte le altre donne nella gallery.

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