10 Agosto Ago 2015 1717 10 agosto 2015

Essere gay in Africa è 'criminale'

Sono fuorilegge in 37 Paesi, in 4 rischiano la pena di morte. Ecco perché il gay pride ugandese ha ancora più valore. Guarda le immagini nella gallery.

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UGANDA-GAY-DEMONSTRATION-RIGHTS

Kasha Jacqueline Nabagesera ha 35 anni e da quando nel 1999, ha deciso di non nascondere la sua omosessualità ma di lottare affinché amare liberamente non sia più reato, la sua vita è diventata un inferno. Non può prendere i mezzi pubblici, non si contano le aggressioni che negli anni ha dovuto subire. Nel suo Paese, L'Uganda, essere gay equivale a essere dei criminali e può essere punito anche con il carcere. Leader dell'organizzazione LGBT Freedom& Roam Uganda, è l'unica dei fondatori del movimento a essere ancora in vita. «Cambio casa di continuo, se mi trovano rischio di essere uccisa», ha raccontato. Come del resto, è accaduto all'altro leader di FARUG David Kato, primo gay ugandese dichiarato, ucciso in un agguato in seguito a una campagna di diffamazione mediatica sul giornale locale Rolling Stone che nel 2010 mise in prima pagina i volti dei membri della comunità LGBT ugandese sotto il titolo 'Impiccateli'.

UN GAY PRIDE DEFILATO
E, visto il clima che si respira in Uganda e in tutta l' Africa, acquisisce ancora più valore il primo gay pride ugandese (guarda la gallery) all'indomani dell'annullamento della legge omofoba da parte della Corte costituzionale, che prevedeva l'ergastolo per 'il reato'. Non a Kampala, dove la manifestazione non era stata autorizzata, ma nella cittadina più defilata di Entebbe dove centinaia di persone hanno sfilato con coraggio vestiti dei colori dell'arcobaleno. Se al momento gli  ugandesi non sarebbero più obbligati a denunciare i gay alle autorità e non sarebbe più reato costituire associazioni e circoli LGBT, i parlamentari hanno presentato una petizione per votare un nuovo disegno di legge.

LA MALATTIA OCCIDENTALE
«Una malattia dei bianchi» o comunque «non africana». Così Robert Mugabe, presidente dello Zimbawe, chiude la questione omosessualità in Africa: «i gay non hanno diritti, sono peggio di cani e maiali». Ma non è il solo: stando al rapporto  The state of Human Rights for LGBT People in Africa,  37 nazioni su 50 considerano reati punibili con la reclusione fino a 14 anni i rapporti fra lo stesso sesso e in Mauritania, Nigeria, Somalia e Sudan vige la pena di morte per chiunque sia considerato omosessuale.

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