30 Luglio Lug 2015 1051 30 luglio 2015

L'All Blacks che ha salvato sua figlia

Poco prima di morire Jerry Collins, ex capitano della Nuova Zelanda, ha protetto la piccola Ayla con il proprio corpo. Adesso la bambina è fuori pericolo.

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Un colpo di sonno improvviso. L'auto che sbanda e ferma la sua corsa contro il guard-rail. Poi un altro rumore fortissimo e le lamiere che intrappolano mortalmente gli occupanti. Tranne uno.

L'INCIDENTE
Il 5 giugno 2015 Jerry Collins, ex capitano degli All Blacks, la moglie Alana Madill e la figlia Ayla di pochi mesi sono stati coinvolti in un incidente mortale sull'A9 vicino a Montpellier, nel Sud della Francia. Dopo una cena a casa di amici a Perpignan, la famiglia si era messa in viaggio per ritornare a casa. Alla guida c’era Alana, perché Jerry aveva preferito non mettersi al volante dopo qualche bicchiere di troppo. Poi, lo schianto contro il guard-rail e il successivo violento impatto con un pullman. Secondo la ricostruzione della polizia stradale, l'incidente sarebbe stato provocato da un colpo di sonno di Alana.

CUORE DI PADRE
Dopo il primo impatto il rugbista si è subito accorto che la collisione con il pullman era inevitabile. Collins allora si è gettato sulla figlia proteggendola con il proprio corpo. Un gesto disperato, ma che ha salvato la vita della bambina. All'arrivo dei primi soccorsi, le braccia di papà Jerry erano ancora a protezione di Ayala: ferita gravemente, ma viva. Per Collins e la moglie, invece, l'impatto è risultato fatale.

LA FINE DI UN INCUBO
Dopo più di un mese di cure intensive, la bambina è stata giudicata fuori pericolo. Le sue condizioni sono ancora gravi, ma secondo i medici il peggio è ormai passato.Gli ex compagni di Collins si sono mobilitati per aiutare la piccola Ayla. Su tutti Neemia Tialata, pilone degli All Blacks, che ha postato su Twitter una foto mentre dà il biberon alla bambina.


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