29 Luglio Lug 2015 1146 29 luglio 2015

Bellezza mutante

Come sono cambiati nei decenni i canoni della donna ideale? Tra moda, cinema e televisione, dagli inizi del Novecento a oggi è sempre stata un'eterna battaglia tra corpi curvilinei e corpi androgini.

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Kate Upton

In principio venne la venere di Willendorf, la statuetta di una donna curvy (o obesa?) per cui gli uomini delle caverne impazzivano. Poi, attraverso i secoli, anzi, i millenni gli ideali di bellezza sono mutati più volte. E negli ultimi decenni, in particolare, queste evoluzioni del gusto collettivo sono diventate sempre più frequenti, alternandosi e scavalcandosi a ritmi sempre più vertiginosi. Il Novecento, infatti, è stato il secolo che ha visto l'introduzione dei media di massa: cinema e televisione, ma anche riviste e magazine. Per non parlare della moda, che tra passerelle, servizi fotografici e cataloghi ridefinisce in continuazione non solo l'idea di stile, ma anche la concezione del corpo femminile. E allora proviamo a fare un salto indietro nei decenni, e scopriamo quali sono stati i principali filoni lungo i quali si sono articolati i canoni della bellezza femminile.

LA GIBSON GIRL
Charles Dana Gibson
. Un nome forse non così noto, ma se vi dicessimo che fu lui, a cavallo tra 800 e 900, a definire lineamenti, stile e forma fisica della perfetta donna Belle Époque? Non a caso il modello prevalente, la Gibson Girl, ha proprio il suo nome. La Gibson Girl, di fatto, non esiste. È una figura nata dalla matita dell'artista e che vive solo sulla carta. Ovviamente l'illustratore ebbe delle modelle a cui ispirarsi, ma con la forza della sua arte ne accentuò alcune caratteristiche che poi le donne vere inseguirono per circa vent'anni: una figura esile, da damigella in pericolo, cui però si aggiungeva un fascino voluttuoso che poteva contare su un seno prosperoso e dei fianchi accentuati. Le chiome erano ampie e voluminose, ma raccolte in ampi chignon. Come assomigliare a una donna del genere? Trucco e parrucco a parte, il sistema era uno solo: ricorrere a striminziti, soffocanti corsetti.

ARRIVA IL MAKE UP
Il 28 dicembre 1985 è una data importante nella storia della bellezza femminile. È la data di nascita del cinema. E, solo quindici anni più tardi, quando ormai è un'industria consolidata e popolarissima, le attrici cominciano a dettare tendenza e a fare uso di un make up ben visibile. All'inizio si tratta di esigenze di scena: il trucco serve a enfatizzare la recitazione, a rendere più grandi ed espressivi gli occhi. Proprio in quegli anni nasce il mascara. Ma dal set alla vita, il passo è brevissimo. Il makeup pesante attrae tutte le donne, anche se non è ancora accettato dalla società perché probabilmente associato a un tipo di seduzione troppo volgare. Ma in poco tempo le cose cambiano. Max Mara, Maybelline e Eugene Rimmel in quegli anni gettano le basi dei loro futuri imperi della cosmesi.

GLI ANNI DELLE FLAPPER
Entriamo nei roaring twenties: sono gli anni delle flapper girls. La bellezza si fa androgina (non a caso in Italia la flapper è chiamata 'maschietta') e rinuncia alle curve, che proprio non si adattano agli sbarazzini abiti tutti frange e paillettes che le ragazze dell'epoca indossano nei night club e nei locali clandestini dell'era del proibizionismo cantata da Fitzgerald. Negli Anni 30, però, torna la voglia di esibire una silhouette curvilinea, sottolineata da due labbra rosse e piene e dalle spalline che Joan Crawford porta sul grande schermo.

IL REGNO DELLE PIN UP
Inizia la Seconda Guerra Mondiale. Gli uomini vanno in guerra e, si sa, quando i tempi diventano duri le curve tornano alla carica. Lontani dalle loro donne, i soldati al fronte si torturano col pensiero dei corpi di mogli e fidanzate. Nelle fantasie, le loro donne diventano più procaci. Esplode la moda delle pin up, letteralmente le ragazze da appendere, raffigurate sui poster che tappezzano le camerate. Un modello che prospera anche negli Anni 50. E per le donne che non possono, per natura, contare troppo sulle proprie curve, arriva il pushup, che permette di tornare al modello di corpo a clessidra senza ricorrere ai corsetti di inizio secolo. Ma i modelli cominciano a differenziarsi, forse per la prima volta: c'è Grace Kelly, con le sue ampie gonne e la sua bellezza algida e sensuale catturò Alfred Hitchcock, ma c'è anche Marilyn Monroe, bellezza esplosiva, giocosa e dalle forme piene.

UNA NOTTE E VIA
Negli Anni 60 Mary Quant se ne esce con la minigonna. Una rivoluzione. Le gambe escono allo scoperto, al mare è finalmente tempo di bikini. I poster delle pinup finiscono in cantina, è il momento di Twiggy, la regina della swinging London. Se la figura complessivamente si snellisce, le acconciature però diventano ben più ampie. E sensuali. Sono gli anni della liberazione sessuale, e non è bello perdere troppo tempo a svestirsi e rivestirsi. Diane Von Furstenberg, con un pugno di stoffa a disposizione, inventa il wrap-dress: «perfetto per sgattaiolare silenziose fuori da una camera da letto dopo l'avventura di una notte». Non c'è altro da dire.

MUSCOLI SU MUSCOLI
Anni 80, gli anni d'oro dell'edonismo reaganiano: per uscire vivi dalla competizione spietata del periodo bisogna mostrare i muscoli. Letteralmente. I corpi del decennio sono ipertonici, la moda, tra body e scaldamuscoli, rimanda alla palestra e al sudore. Sui fianchi, il taglio dei costumi da spiaggia, interi o due pezzi che siano, sono altissimi, per slanciare le gambe allenate e muscolose.

BELLE TUTTE
Gli Anni 90 regalano un grande insegnamento: che le donne, curvilinee o meno che siano, sono sempre belle. Non si spiegherebbe altrimenti il successo in contemporanea di due modelli agli antipodi come Kate Moss e Pamela Anderson. Un trend che negli anni più recenti, dal 2000 a oggi, è ancora più vero. Da una parte Beyoncé e Kate Upton, che dell'abbondanza hanno fatto il loro punto di forza, dall'altra le modelle di Victoria's Secret, magre, tonicissime, ma valorizzate dalla lingerie giusta sulla curva giusta.

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