27 Luglio Lug 2015 1358 27 luglio 2015

Aiuta l'assassino di sua figlia

Piero Fassi, padre di Maria Luisa la tabaccaia di Asti uccisa con 45 coltellate, tende la mano alla famiglia di Folletto. «Ha una bambina malata che non deve pagare per colpe altrui». Ma il parroco smentisce.

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Era il 4 luglio 2015 quando Pasqualino Folletto, uccideva con 45 coltellate Maria Luisa Fassi. Una rapina sfociata in un omicidio brutale, senza motivazione apparente, se non quella dettata dalla necessità di ottenere dei soldi per sfamare la famiglia. «L'ho fatto per i miei figli. Non volevo ucciderla», ha tentato di discolparsi Folletto davanti agli inquirenti. Perchè quei soldi, spiega l'assassino di Maria Luisa Fassi, dovevano servire all'uomo per i due gemelli di 7 anni e la figlia di 11 anni affetta da una malattia rara.

LA STORIA
E così il dolore ha lasciato posto, nel cuore della famiglia Fassi, alla volontà di aiutare chi è più in difficoltà. «Abbiamo saputo che quest’uomo ha una figlia malata. Purtroppo. Nel nostro piccolo, se vorrà, faremo ciò che è nelle nostre possibilità per rendere meno dolorosa e solitaria la sua sofferenza. La sua famiglia, uccisa anch’essa da un gesto folle non ha colpa per quanto è successo», ha dichiarato Piero Fassi, il papà di Maria Luisa, a La Stampa. Una dichiarazione che non lascia stupiti gli abitanti di Asti e chi conosce la famiglia. «Riservati, discreti, ma sempre pronti a tendere una mano agli altri», come li descrive don Giuseppe Gallo, parroco della Collegiata di San Secondo.

UNA QUESTIONE PRIVATA
Ma quella mano tesa alla famiglia di Folletto, non vuole essere un pretesto per finire sui giornali e riaprire, ogni volta che i media ne parleranno, una ferita che si rimarginerà a fatica: «Quando uno vuole fare del bene non lo sbandiera in giro. Da oggi non parleremo d'altro se non della nostra Maria Luisa da viva», ha spiegato Piero Fassi. «Di questo argomento non parleremo più. D’ora in avanti, quello che accadrà tra la nostra famiglia e la moglie e le figlie del signore arrestato, resterà solo una questione nostra, e della nostra coscienza», ha concluso l'uomo.

IL PARROCO SMENTISCE
Intervistato dal TG3 del Piemonte, don Giuseppe Gallo ha smentito che tali frasi fossero state peonunciate da Piero Fassi: «La famiglia non ha detto una cosa del genere. Ha reagito in modo cristiano: non nutre nessun sentimento di vendetta ed è aperta al perdono, proprio come vorrebbe Maria Luisa che è stata ed è una cristiana tutta di un pezzo».

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