23 Luglio Lug 2015 1522 23 luglio 2015

Una mostra per Amy

A quattro anni dalla morte della cantante, ecco l'esposizione A Family Portrait.

  • ...
MOBO Awards 2007 - Performance

Sono trascorsi 4 anni da quel pomeriggio del 23 luglio 2011, quando Amy Winehouse, a soli 27 anni, venne trovata senza vita nel suo appartamento di Camden, a Londra. Da tre anni la sua voce inimitabile risuonava attraverso milioni di lettori mp3 grazie al successo dell'album Back To Black e a hit come Rehab o You Know I'm No Good (qui le sue migliori dieci canzoni). La sua voce, però, non è morta, e nemmeno il suo ricordo. A settembre arriverà in Italia l'acclamato documentario Amy, che ne racconterà la vita con moltissimi filmati inediti. E in questi giorni, a San Francisco, il Contemporary Jewish Museum ha deciso di celebrarla con una mostra intitolata A Family Portrait.

UN TALENTO FRAGILE
Amy aveva una voce black, da vera cantante soul, esaltata da un'intensità interpretativa che aveva incantato anche il leggendario crooner Tony Bennett. Il suo primo album, Frank, risale al 2005, ma negli anni a venire Amy quasi disconobbe quel suo primo figlio, perché suonava troppo come l'aveva voluto la casa discografica e poco come l'aveva sognato lei. Il 2006 fu l'anno di Back to Black, dove poté finalmente cantare se stessa. Il singolo Rehab ottiene un successo planetario, e Amy divenne una star. Ma i problemi di Amy con l'alcol e le droghe erano già iniziati nel 2005, qualcuno dice subito dopo la scomparsa della nonna. La scrittura di Back to Black avviene proprio in quei mesi difficili, fatti di continue ricadute nella tossicodipendenza e nell'autolesionismo. Che, nel 2008, la spinsero infine verso quella fatale overdose di alcol.

Tweet riguardo #AmyWinehouse


RITRATTO DI FAMIGLIA
Mentre i social ricordano con tristezza e affetto la cantante, il Contemporary Jewish Museum di San Francisco, con l'aiuto di Alex Winehouse, fratello della cantante, ha allestito la mostra Amy: A Family Portrait. Per la prima volta, verranno esposti al pubblico alcuni degli oggetti appartenuti a Amy, come la sua chitarra, la sua collezione di dischi e alcuni degli abiti colorati con cui influenzava le tendenze della moda. Moda e musica erano appunto le due grandi passioni della cantante, ma la mostra si concentra anche sulla relazione con la famiglia e con Londra, dove era nata e dove viveva. La famiglia di Amy era ebraica, e l'esposizione prova a raccontare la vita di Amy anche adottando questa chiave di lettura, cercando di raccontare la vita di un ebreo di seconda generazione. Inoltre, verranno esposte numerose fotografie provenienti dall'album di famiglia della cantante.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso