16 Luglio Lug 2015 1357 16 luglio 2015

«Mi disse: 'Vai a prendere la vaselina'»

Vanity Fair ha raccolto la testimonianza di una delle 50 donne finite sotto le grinfie di Bill Cosby: «Alla fine mi ha lasciato 700 dollari sul tavolo».

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Da una parte c'è lui, Heathcliff 'Cliff' Robinson padre amorevole, marito presente, amico prezioso e protagonista della serie TV degli anni '80 I Robinson (in America The Cosby Show). Dall'altra, invece, Bill Cosby attore comico di fama mondiale e violentatore seriale. La stessa persona per due volti completamente diversi.

IL PROCESSO DEL 2005
Il 5 luglio, dopo continue pressioni da parte dell'Associated Press, il giudice federale ha reso pubblici gli atti di un patteggiamento avvenuto nel 2005 tra l'attore e Andrea Constand, una dipendente della Temple University di Philadelphia. Dagli atti processuali si legge come Cosby abbia ammesso di aver acquistato del Metaqualone, un potente barbiturico, per abusare della giovane.

ALTRE 50 DONNE
Ma Andrea non è stata l'unica giovane a finire nelle grinfie di papà Robinson. Dopo la pubblicazione degli atti processuali altre 50 donne si sono fatte avanti puntando il dito contro il loro famoso aguzzino. Vanity Fair le ha contattate, ricomponendo uno scenario degno da film dell'orrore. La modalità era sempre la stessa: Cosby contattava giovanissime modelle e attrici per invitarle a qualche show, ne diventava il confidente, prometteva aiuto e protezione, salvo poi drogarle e violentarle.

MANIPOLARE LA MENTE
Ma come mai così tante donne non hanno mai fatto valere le proprie ragioni in tribunale? La risposta viene data da Jennifer Kaya Thompson a lungo manipolata mentalmente dal papà d'America. «Quando l’agenzia mi ha detto che Bill Cosby voleva incontrarmi per un provino, sono quasi svenuta dalla felicità, per la mia famiglia era un idolo», racconta Jennifer. Era il 1988, quando la 17enne e lo showman si incontrarono a New York. «Era un uomo brillante e gentile, e sembrava interessato ai miei sogni». Successivamente Cosby chiese alla ragazza di trasferirsi definitivamente a New York rassicurandone la famiglia.

REGALI E ATTENZIONI INDESIDERATE
Quando arrivò nella Grande Mela, Jennifer iniziò a frequentare casa Cosby ricevendo costantemente regali ma anche attenzioni indesiderate. «Cosby mi mandò, per distrarmi, a uno spettacolo di cabaret. Poi mi invitò a casa sua. Una volta soli, mi chiese di riparlare dei motivi per cui mi sentivo triste. Poi mi propose una parte in un film. E aggiunse: 'Stasera dormi qui, non ti lascio andare via in queste condizioni'». Jennifer si sentì subito a disagio e, fingendo di stare molto male, eluse le avance di papà Robinson, e scappò a casa.

UNO PSICOLOGO A DISPOSIZIONE DI COSBY
La giovane attrice tentò di evitare Cosby ma invano. «Mi disse che ero emotivamente fragile e mi fissò un pranzo con uno psichiatra: quello dello staff del Cosby Show. Mi vengono i brividi a pensare che ci fosse uno psichiatra a disposizione del cast e mi è chiaro il meccanismo: gli serviva un documento che stabilisse che ero pazza, e chissà con quante lo ha fatto». Jennifer cadde nella trappola tornando a frequentare la casa di Bill Cosby e proprio lì scattò la nuova violenza. «Volevo scappare ma ero immobile, la trappola era scattata. Mi disse: 'Vai a prendere la vaselina'. Io ero in suo potere, come un robot eseguii l’ordine: voleva che lo masturbassi. Alla fine mi ha lasciato 700 dollari sul tavolo». Jennifer lasciò successivamente New York per non farvi mai più ritorno. «Uscii da lì e lasciai per sempre New York e la mia serenità accanto a un flacone di lubrificante».

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