16 Luglio Lug 2015 1423 16 luglio 2015

«Così illumino il marciume d'Italia»

Con Ri-Fatto Matteo Maffucci degli Zero Assoluto punta a recuperare gli ecomostri con la Street Art. Ma a Letteradonna.it ha raccontato anche del nuovo singolo e della passione per le serie tv.

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Svegliarsi la mattina, Semplicemente e Per dimenticare hanno fatto da colonna sonora nella vita di tantissimi giovani, praticamente cresciuti con le canzoni degli Zero Assoluto. Letteradonna.it incontra Matteo Maffucci che insieme a Thomas De Gasperi forma il dinamico duo sonoro. Amici da oltre vent’anni, condividono una grande passione per la musica e un’amicizia fraterna. Matteo, ironico e divertito, ci parla con un entusiasmo coinvolgente del loro nuovo singolo L’Amore Comune, ma anche della bellezza colorata della Street art, del rapporto complesso tra radio e discografia e della sua dichiarata dipendenza: le serie televisive, anche se la seconda stagione del raffinato True Detective è  una «supercazzola».

DOMANDA : Come è nata l’ispirazione per scrivere il nuovo singolo L’Amore Comune?
RISPOSTA: Non avevamo programmato di uscire con un nuovo pezzo. È nato di getto, in modo assolutamente spontaneo. Una volta finito e ascoltato, ci siamo detti: «Deve assolutamente uscire questa estate». Abbiamo cercato di raccontare, insieme agli altri autori del testo, l’amore semplice, quello quotidiano che non è fatto solo di splendide scene cinematografiche da film, ma anche di problemi e di risoluzioni, appunto l’amore comune nella sua normalità.
D: La copertina del singolo è stata affidata allo street-artist David “Diavù” Vecchiato che ha reinterpretato il
titolo della canzone L’Amore Comune dipingendo un cuore. Cosa è l’amore per gli Zero Assoluto?
R: Il cuore, anche nella storia dell’arte, è uno dei simboli più rappresentati, volevamo una sottolineatura di questo sentimento e ci siamo fatti disegnare da Diavù un cuore stilizzato. Quello che auguro a tutti quanti è di vivere un amore 'comune', dove si raggiunge un certo tipo di equilibrio, di maturità e confidenza con la persona che hai accanto, che è la cosa più importante. La costruzione dell’amore parte attraverso il quotidiano, non si fonda sullo straordinario o su gesti eccessivamente palesi o grossolani, ma è ogni giorno una conquista.
D: Un’estate in giro per concerti, il 18 luglio a Roma. Come è suonare in casa?
R: È sempre bello e preoccupante, c’è un meccanismo psicologico che ti fa stare ancora più in ansia. È meraviglioso suonare a prescindere, poi farlo a casa o fuori casa, le emozioni sono quelle. Il gusto e il gioco supremo, per come intendiamo i nostri live, è sentire la gente cantare tutta insieme a noi.

D: Collabori con il Fatto Quotidiano dove ti occupi di abbandono, degrado ed ecomostri 'rivisti e corretti'
dall'Urban Art, come è nata la pagina Ri-Fatto ?
R: Da una passione smodata per tutta l’arte in generale. L’idea è arrivata dopo aver realizzato otto documentari con artisti internazionali che andranno in onda più o meno dal 20 settembre su Sky Arte. Poi con 'Diavù' Vecchiato abbiamo portato su carta un progetto simile, che è «Ri-fatto». Volevamo dimostrare e far vedere a più lettori possibile quanto un intervento di Urban art può rivalutare il territorio. La nostra è una provocazione:  'illuminare' luoghi abbandonati o ecomostri in giro per l’Italia che marciscono e non servono a niente quando invece potrebbero essere riqualificati e avere una loro funzione sociale e territoriale.
D: Quale il tuo rapporto con l’ambiente? Hai delle 'best practices' da suggerire?
R: Ho sempre avuto una grande passione per l’estetica. Il bello e la bellezza del luogo in cui vivi è parte integrante della tua serenità e della tua felicità. L’Italia è il più grande produttore di bello ma anche il più grande produttore di cose orrende e se riuscissimo a dare loro un'utilità potremmo migliorare la vita quotidiana di ognuno di noi. Non costa neanche tanto, basta avere voglia.
D: Tra blog e libri per Sky Arte hai prodotto il one shot Muro che è diventata una serie televisiva divisa in otto documentari per mettere in luce la street art come fenomeno culturale. Parlaci di questa esperienza e dell’incontro tra artista e quartiere.
R: Un’esperienza pazzesca che ha ha coinvolto otto super artisti, chiamati a riqualificare e colorare  luoghi in giro per l’Italia. Sono arrivati da ogni parte del mondo (Los Angeles, Barcellona, ecc.) alla cava di Arcevia, a Ravenna, Olbia, Salerno e Gaeta. L’aspetto meraviglioso è osservare il climax che si crea fra chi realizza l'opera e il territorio. L’artista, prima di arrivare, studia tutte le informazioni che noi gli diamo. Realizza un’opera su misura, adatta per quella location e legata alla sua storia. Poi ci sono le reazioni della gente del posto: può piacere o non piacere ma nessuno mette mai in dubbio la potenza e la forza diquanto si sta realizzando.
D: Un nuovo romanzo nel cassetto? Le tue letture preferite? Noir, gialli o romanzi classici?
R: In questa fase sto riscoprendo, in modo compulsivo, molti autori italiani. Sto leggendo il noir La Ferocia di  Nicola Lagioia e sono un super fan di Pietro Grossi e Alessandro Piperno. Ho iniziato a scrivere un libro ma non so quando lo terminerò, potrei finirlo tra un mese o tra sette anni. La tempistica è quella di un disco.
D: Una biografia musicale fatta di successi e hit, da Semplicemente passando per Svegliarsi la mattina fino a Sei parte di me: a quale brano sei più legato?
R: Un pezzo inaspettato che mi ha dato una 'bella botta emotiva' è  Per dimenticare, che arriva proprio dopo tutte le hit Semplicemente, Svegliarsi la mattina, Sei parte di me e Appena prima di partire. È il pezzo che ha scavallato la maturità, che si è mangiato tutto il resto. È emozionante come spero sia quest’ultimo singolo.
D: Vi divertite ancora a buttare giù liste interminabili con i titoli più brutti da dare a un disco?
R: Assolutamente si. Ma ci siamo fermati dopo aver tirato fuori Armadi o Bancomat che è ancora più cacofonico. Titoli più brutti di questi non si possano trovare.
D: Avete collaborato con Nelly Furtado, con quale artista italiano e straniero oggi vorreste cantare?
R: Tantissimi. In particolare le collaborazioni diventano interessanti quando sono realizzate con l’intenzione di vivere un momento insieme all’artista. Per realizzare il duetto con Nelly ci siamo visto mille volte, abbiamo suonato, girato il video insieme e vissuto un intenso rapporto con lei. Questo è quello che rimane di più.
D: L’ultimo concerto dal vivo a cui sei andato?
R: Quello di Damon Albarn la scorsa estate. È tanto che non vado.
D: Hai fatto parte della giuria del talent show Rds Academy su Sky 1, che seleziona nuovi professionisti per Radio Dimensione Suono. La radio è un mondo dove si possono trovare ancora interessanti opportunità?
R: Certo che sì. RDS Accademy è uno dei pochi talent nei quali vinci anche un contratto di lavoro e trovo questo aspetto affascinante. Quattro ragazzi della prima edizione lavorano in alcuni network e anche altri hanno trovato un posto di lavoro attraverso un programma di intrattenimento.

D: Cosa pensi del rapporto tra radio e discografia? Recentemente sul tema si è espresso anche Edoardo Bennato lamentando che le radio non passano i suoi brani. 
R: C’è sempre stata questa problematica nelle radio che hanno la libertà di decidere la programmazione musicale. Tendo a non credere al discorso: «certe canzoni non vengono passate per una sorta di preconcetto legato all’autore». Alcune sono molto frequenti, altri no: fa parte del gioco e di questo mestiere. I social, da questo punto di vista, hanno creato molto più libertà. I successi adesso si possono creare partendo dalla rete, anche senza l’aiuto delle radio che rimangono, però, sempre fondamentali e determinanti. Con noi sono state generose e di questo sono molto contento, ovviamente.
D: Quindici anni di produzione artistica. Cosa lega gli Zero Assoluto oltre alla profonda amicizia?
R: Tutto quello che è nato da questo forte legame. Thomas non è un collega, è praticamente mio fratello. Ci conosciamo
fin dai piccoli. E litighiamo continuamente, come succede tra fratelli.
D: 4564 ore passate a guardare serie TV, quali sono le tue preferite?
R: Le guardo tutte, in questo senso sono un maleducato. Da 12 anni vedo Grey's Anatomy: è diventato ridicolo, ma non mi perdo una puntata. Empire mi diverte tantissimo. House of Cards è un gioiello, come la prima stagione di True Detective mentre la seconda, per quello che mi riguarda, è agghiacciante, una 'supercazzola'. Va bene complicare le cose ma non far capire proprio nulla è troppo. Fargo è stata bellissima e poi adoro L’Ultimo uomo sulla Terra, una serie che consiglio vivamente.

Ecco le prossime date dei concerti:
Giovedì16 luglio: PATERNO (Potenza) live Piazza Isabella Morra
Sabato 18 luglio: ROMA Area Commerciale Roma Est
Giovedì 13 agosto: ALIFE (Caserta) live Piazza Vescovado
Domenica 16 agosto: Condofuri Marina (RC) Piazza
Venerdì 21 agosto: BORORE (NU) PIAZZA
Mercoledì 26 agosto: Rocchetta Sant'Antonio -FG Piazza
Giovedì 27 agosto: Montefalcione (Av)Piazza Aldo Moro

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