8 Luglio Lug 2015 1352 08 luglio 2015

«Libere di vestirci come ci pare»

Marocco, mobilitazioni per le due ragazze arrestate per avere indossato la minigonna. Sono accusate di oltraggio al pudore.

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Il 13 luglio in Marocco si potrebbe segnare un altro punto a favore dei diritti delle donne. Per quel giorno è infatti attesa la sentenza per il processo a due ragazze marocchine arrestate con l'accusa di oltraggio al pudore perché il 16 giugno sono andate al mercato indossando la minigonna. Il fatto è accaduto nel suk di Inezgane, sulla costa atlantica del Marocco, nel mese del Ramadan. La polizia ha arrestato le giovani dopo essere stata chiamata perché alcuni venditori rivolgevano loro minacce, insulti e avances.

MOBILITAZIONE IN DIFESA DELLE RAGAZZE
Alla diffusione della notizia, sia il web che una parte della società marocchina si sono subito mobilitati in difesa delle imputate. Ci sono state diverse manifestazioni di uomini e donne in shorts e minigonna che sono scesi in piazza e si sono presentati davanti al comando di polizia dove sono state arrestate le ragazze. Inoltre su internet stanno circolando molte iniziative di solidarietà, compresa una petizione indirizzata al ministro marocchino della Giustizia, firmata finora da oltre 26mila persone e intitolata Indossare un vestito non è un reato. Infine lunedì 6 luglio, in occasione della prima udienza del processo, è stata proclamata la 'prima giornata per le libertà individuali' con manifestazioni nelle principali città del Marocco.

L'OBIETTIVO É CAMBIARE IL CODICE PENALE
I sostenitori delle ragazze vorrebbero ottenere non solo una sentenza di assoluzione e una denuncia ai venditori per molestie, ma anche la modifica dell'articolo del codice penale che permette l'arresto per oltraggio al pudore. La precedente battaglia sui diritti delle donne infatti si era giocata sull'articolo che concedeva il perdono agli stupratori se avessero sposato le loro vittime. É stato modoficato circa un anno fa, dopo il suicidio di una giovane costretta al matrimonio con il suo aggressore.

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