30 Giugno Giu 2015 1231 30 giugno 2015

Evasione fiscale, la Nannini patteggia

La cantante ha intrapreso una trattativa con l'Agenzia delle Entrate per un risarcimento e si dice addolorata per quanto successo. Ora la palla passa nelle mani del giudice.

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A Sanremo Gianna Nannini, accusata di evasione fiscale, era in buona compagnia. Ma, come spesso accade in questi casi, il processo potrebbe chiudersi con un classico patteggiamento. Una possibilità ventilata già a partire dal mese di aprile, quando alcune fonti riferirono che la cantante aveva intrapreso una trattativa con l'Agenzia delle Entrate per potersela cavare con un risarcimento e, eventualmente, patteggiare in sede penale.

COME FINIRÀ?
A seguire Gianna Nannini nel procedimento giudiziario c'è l'avvocato Giulia Bongiorno, che tra le altre cose ha presentato un'istanza per dimostrare la buona volontà della cantante di voler ricomporre la frattura creatasi col Fisco. La proposta di patteggiamento è stata approvata dalla Procura. Ora tutto è nelle mani del giudice. Intanto la Giannini, tramite il suo avvocato, ha fatto sapere «che gli addebiti sono riferibili esclusivamente all'operato di soggetti terzi nei quali nutriva una sconfinata e tuttavia malriposta fiducia».

L'ACCUSA
Il reato si sarebbe consumato nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012, quando la Giannini avrebbe dirottato i guadagni ottenuti con album e concerti a due società, una olandese l'altra irlandese, per poter beneficiare della pressione fiscale più bassa.

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