29 Giugno Giu 2015 1142 29 giugno 2015

Gay friendly e madrina, per Don Emiliano non si può

Chi colora il suo profilo social di arcobaleno non può fare il padrino o il catechista. Almeno a Spognano, in Puglia, dove la posizione del viceparroco Emiliano De Mitri ha sollevato una marea di critiche dal web.

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Aveva minacciato di cancellare ogni replica al suo ultimo post il sacerdote pugliese Emiliano De Mitri, viceparroco 33enne di Spongano. Eppure alla fine ha deciso di disattivare il suo profilo Facebook. Forse troppe difficili da sostenere le sue posizioni sui diritti civili davanti alla valanga di proteste di associazioni LGBT e semplici cittadini. Lo 'sfogo' sarebbe stato generato dall'onda di felicità che ha travolto, anche sui social, moltissimi italiani dopo la storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha legalizzato su tutto il territorio nazionale il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Dopo aver visto la foto profilo di molti parrocchiani sul social network di Mark Zuckerberg colorarsi di arcobaleno grazie all'applicazione messa a disposizione gratuitamente per tutti gli users, De Mitri ha di fatto vietato a chi vuole essere padrino, madrina o catechista di essere gay friendly o sostenere la teoria gender.  «Sono in netto contrasto con il Santo Vangelo», aggiunge il parroco.

POSIZIONI DIVERGENTI
«Ama il prossimo tuo, ma non se è gay», questa sembra essere la posizione di De Mitri, che nei giorni scorsi si era espresso in termini simili riguardo alla teoria gender  augurandosi «Scomunica leatae sententiae per tutti coloro che fanno parte di organizzazioni e circoli che promuovono l’ideologia gender! Questo va fatto». Chissà cosa penserebbe il parroco pugliese del suo equivalente campano don Francesco Balzano, sacerdote 37enne di Torre Annunziata, che sui social ha manifestato un'opinione diametralmente opposta alla sua.


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