19 Giugno Giu 2015 1031 19 giugno 2015

Due attiviste lesbiche per la Regina

Donnya Piggott e Thabita Besley saranno premiate da Elisabetta II per le loro battaglie a favore dei diritti gay. È la prima volta che la sovrana inglese riconosce ufficialmente l'importanza di questo tema.

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Donnya Piggot portrait

Donnya Piggott e Tabitha 'Tabby' Besley. Due donne i cui nomi non diranno nulla o quasi nulla alla maggior parte degli europei. Due nomi, però, che con la cerimonia di lunedì 22 giugno sanciranno la 'svolta' pro gay (lesbiche, e non solo) della Regina del Regno Unito Elisabetta II. Una svolta in qualche modo già annunciata un anno fa con il sostegno di Buckingham Palace ad alcune iniziative della comunità LGBT britannica e che lunedì prossimo vivrà un passaggio quasi ufficiale, sempre a palazzo reale a Londra.

I GIOVANI LEADER DEL COMMONWEALTH
Donnya Piggott, attivista delle Barbados, e Tabby Besley, dalla Nuova Zelanda, sono infatti tra i 60 giovani scelti tra tutti i paesi del Commonwealth, tra migliaia di candidature, in occasione della prima edizione del Queen's Young Leaders Awards, premio nato in occasione del Giubileo della Regina. Un premio voluto da una sovrana non più giovanissima ma che punta invece a riconoscere proprio i giovani e giovanissimi leader del Commonwealth. Giovani attivi nel sociale, paladini dei diritti dei più deboli. Molti, moltissimi impegnati a difesa del diritto alla salute e del diritto allo studio dei propri coetanei.

DUE RAGAZZE PER I DIRITTI GAY
Donnya e Tabby, invece, sono da sempre in prima linea, malgrado la loro giovanissima età, per difendere un altro diritto, il diritto a una libera sessualità. La prima ha 24 anni e alle Barbados ha combattuto e sta combattendo contro una quanto mai reale discriminazione, presente in quelle isole praticamente a tutti i livelli. Tabby, invece, 22 anni di pura energia, in Nuova Zelanda coordina da tempo dei progetti antibullismo nelle scuole. Entrambe sono a capo di campagne mediatiche e associazioni dai nomi un po' difficili. La prima guida il B-Glad (Barbados gays and lesbians anti discriminations). L'altra è leader del gruppo Lgbtqqi (Lesbian gay bisexual trangender queer questioning and intersex) Inside Out.

SBATTUTA FUORI DI CASA
Le loro battaglie, e soprattutto le loro vittorie, le stanno portando alla ribalta mondiale. Anche se alle spalle hanno, a volte, storie difficili o comunque decisamente anomale. Donnya Piggot, ad esempio, la sua prima battaglia vorrebbe vincerla in casa. I genitori, in particolar modo la madre, non hanno mai accettato il suo orientamento sessuale, tanto meno il suo impegno per i diritti LGBT, sbattendola fuori di casa e costringendola a vivere in un'auto a lungo.

UNA LOTTA CONTINUA
«Ma invece di scoraggiarmi», ha dichiarato Donnya «tutto questo mi ha rafforzato, portandomi a capire quanto la cancellazione delle regole discriminatorie nel mio paese sarebbe fondamentale per la vita privata di ciascuno di noi. Per questo il Queen’s Young Leaders Awards è importante per me ma più che altro è importante per l’intero nostro movimento. Nessuno deve essere discriminato in base al suo orientamento sessuale. So che è importante parlare con la gente, spiegare, gettare le basi per un'educazione e un'informazione reale su questi argomenti. Ma so anche che bisogna essere pazienti e saper aspettare i risultati. E lunedì raccoglieremo un grande, grandissimo risultato».

LA STORIA DI TABBY
Quella di Tabby Besley è invece la storia di una battaglia nata da un esempio positivo. «Avevo 15 anni quando decisi di fare coming out», racconta la neozelandese a LetteraDonna. «Aderii al gruppo Queer-straight alliance della mia scuola. E ricevetti un grande sostegno. Quello che tutti i ragazzi dovrebbero avere quando attraversano questa fase». In sette anni, partendo dalla piccola dalla cittadina di Nelson, Tabby è arrivata a lavorare nella capitale della Nuova Zelanda, a Wellington. E da lì coordina la nascita e le attività di gruppi a sostegno dei giovani LGBT attraverso la sua associazione, la Inside Out.

DALL'INGHILTERRA ALLA NUOVA ZELANDA (E RITORNO)
«Il tutto è partito come un grande sogno che pian piano si è realizzato e che si sta realizzando tuttora. Per questo tutti noi della Inside Out siamo orgogliosi ed entusiasti del premio che riceveremo lunedì. E ancora oggi non sappiamo chi ha presentato la nostra nomination». Forza e determinazione d'altra parte sono caratteristiche di famiglia in casa Besley. Mamma Bobby aveva deciso di trasferirsi in Nuova Zelanda, partendo proprio dall'Inghilterra. Poi una serie di problemi burocratici ha rischiato di farli tornare indietro. Le leggi della Nuova Zelanda in materia di emigrazione sono infatti severissime. Ma la mamma di Tabby non si è scoraggiata. E ora questa ragazza e i suoi capelli dai colori più improbabili sono famosissimi nel paese down under. A quanto pare era scritto nel destino, che Tabitha dovesse sì tornare in Inghilterra, ma solo per ricevere un premio dalle mani della regina. Per un motivo, oltretutto, che fino a pochi anni fa era tabù anche per Elisabetta II. Ma ora non più.

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