17 Giugno Giu 2015 1440 17 giugno 2015

Raoul Bova a processo per frode al fisco

Secondo la procura di Roma avrebbe evaso l'Iva per 700 mila euro trasferendo alcuni costi alla società che gestisce la sua immagine. L'avvocato: «Dimostreremo l'innocenza in aula».

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Raoul Bova è stato rinviato a giudizio per 'dichiarazione fraudolenta mediante artifici', non proprio evasione fiscale,ma l'attore corre comunque il rischio di reclusione da 18 mesi ai sei anni. Lo ha deciso il Gup di Roma, che ha disposto il processo per l’artista, la sorella Daniela e la sua ex moglie e procuratrice Chiara Giordano. La vicenda risale agli anni 2005-2011: secondo i pm l'artista avrebbe indebitamente trasferito alcuni costi alla società che gestisce la sua immagine, la Sammarco Srl, per pagare  un'aliquota Iva più bassa e evadere 700 mila euro. La prima udienza è fissata per  il 21 settembre del 2016 davanti al giudice monocratico.

LA PROCURA: «DOCUMENTAZIONE INSUFFICIENTE»
Tra l'artista e il fisco da un po' di tempo non scorreva buon sangue. Bova aveva vinto il ricorso in Cassazione contro il sequestro preventivo di tre immobili, due a Roma e uno a Rieti, del valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro, disposto dal gip e Tribunale del Riesame. Eppure secondo la procura di Roma la documentazione presentata non è sufficiente per evitare il processo. «Sono sbalordito dalla decisione di questo giudice», ha commentato il difensore dell’attore, l’avvocato Giuseppe Rossodivita. «Sono state disattese le affermazioni del tribunale del riesame e della Cassazione. Il collegio dei giudici della libertà, ha scritto che manca il fumus e non c’è alcun reato. Adesso faremo il processo e lo dimostreremo in aula».

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